12 aprile 2014 ~ 4 Commenti

Curcuma alba ?

ImmagineVisita di controllo di ieri pomeriggio…

Ragazzo con grave deficit di sviluppo affetto da artrite reumatoide ed osteoporosi, torna a controllo dopo due mesi di fitoterapia in associazione  ai farmaci convenzionali, inserita con l’obiettivo di ridurre per quanto possibile il ricorso ai cortisonici ed evitare l’introduzione dei farmaci biologici.

Come primo step avevo inserito un estratto di Ribes, ricco in olio di semi e antociani ottenuti dai frutti, più una preparazione galenica a base di Boswellia serrata e Curcuma longa.

Dopo il primo mese di riduzione degli indici di flogosi (VES , PCR e GB) nel secondo mese i valori son tornati a crescere, pur in assenza di sintomatologia articolare. Torna al controllo: segni e sintomi articolari assolutamente assenti. Strano…. In realtà poi, una reale ed inziale complicanza infettiva poteva giustificare il tutto.

Ma la cosa non finisce qui … e il paziente, un po’ in difficoltà nel dirlo,  confessa di aver avuto un problema con la preparazione galenica: fatta fare in due farmacie diverse, ne erano uscite due confezioni differenti nella forma, compresse invece di capsule, numero colore e prezzo.

Discutibile (anche se fino a un certo punto) la forma, il numero e il prezzo, dico io, ma quantomeno il colore ???  Beh no eh…. inconfondibile il colore della Curcuma, non solo per il paziente, ma anche per un medico sprovveduto, e soprattutto per il farmacista, che notoriamente, quando prepara la Curcuma longa generalmente si macchia tutto… E poi comunque inconfondibile, l’aroma, la consistenza, ecc.

Allora il paziente e la mamma tirano fuori dalla borsa la preparazione dubbia a loro dire, e me la mostrano (v. foto): le ultime capsule invece contenevano una polvere bianchissima, finissima e inodore.

Non c’è che dire, dico io si tratta di un errore materiale: uno scambio di etichette con altro preparato. Subito il paziente: Ma come, anche 42 euro!!! Ma non potrebbero averlo fatto di proposito ?

Impossibile,  dico io.

Ma lei ha mai visto le Ieneeee? dice lui. Dopo qualche piccola bonaria discussione  sulle Iene, torniamo a noi, riflettendo anche sul fatto che, sì pure esistono altre specie di Curcuma oltre alla C.longa, ma non per questo comunque sarebbero polvere finissima bianca, qualunque specie fosse, sempre giallognola sarebbe.

Curcuma albina ??? No, non esiste, sarebbe uno scherzo della natura!

Curcuma alba ? Si esiste, ma neppure commercializzata nel nostro paese.

E poi ci doveva essere insieme pure l’estratto di Boswellia serrata, estratto appiccicoso, aromatico, e resinoso di suo…

Tutto faceva pensare  quindi ad un errore materiale del farmacista, che ovviamente ci sta…

Beh …insomma ve la faccio breve…

La cosa più ovvia: una telefonata in farmacia ha chiarito subito che non di Curcuma alba, non di Boswellia albina, bensì di … capsule di vitamina C trattavasi (!), in preparazione contemporaneamente sullo stesso tavolo, erroneamente inserite nel barattolo con l’etichetta sbagliata…

E’ vero, c’era stato pure un altra… chiamiamola distrazione, in quanto al posto del Ribes prescritto era stato consegnato del macerato glicerinato di Ribes, e il sospetto al paziente era venuto solo perché non ben tollerato a livello di stomaco per la presenza di alcool.

Ebbene, dopo qualche attimo di difficoltà iniziale nell’ accettare anche solo l’idea di un possibile errore, il paziente si è tranquillizzato.

Visto che non c’era stata ovviamente alcuna frode, né soprattutto alcun danno al paziente, la mia considerazione finale invece, è triplice:

a) chi non fa non falla, certo… e un errore materiale purtroppo (per fortuna non in questo frangente) a volte può risultare realmente molto pericoloso.

b) nel settore dei prodotti naturali in senso lato, si è portati ad una minore considerazione non solo dei rischi intrinseci ma anche degli errori e del rischio dei potenziali errori. La conseguenza, certo non voluta, è invece abbastanza comune:  riduzione del livello di attenzione verso tutte le verifiche e le misure di prevenzione dei rischi stessi.

c) la comunicazione tra professionisti allo scopo di evitare o verificare possibili errori, dovrebbe essere incoraggiata e non temuta: dagli errori potremmo e dovremmo tutti imparare qualcosa.

E forse noi stessi dovremmo essere moralmente incentivati a comunicare i propri errori.. perché altri non li ripetano.

Fabio Firenzuoli

 

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