05 gennaio 2017 ~ 4 Commenti

Erbe: un decreto “apparso” subito pasticciato.

aloe-veraHa anticipato la Befana di qualche giorno, per “apparire” sulla Gazzetta Ufficiale n° 1 del 2 di gennaio 2017 il Decreto Ministeriale 22 dicembre 2016 che proibisce ai medici di prescrivere, tra le altre, anche sostanze naturali, sulla carta a scopo dimagrante.

In particolare stupisce molto (e francamente più lo leggiamo più ci stupiamo…) il fatto che in particolare i medici non possano prescrivere preparazioni personalizzate da far preparare in farmacia (chiamate appunto “magistrali”) che associno tra loro sostanze tipo Tè verde, o Finocchio, o Pilosella, o Tarassaco, o Fucus, o Rabarbaro, ecc. (se non richiedendo un consenso informato). Ad esempio anche per curare una comune sindrome dispeptica.

E per i seguenti motivi, molto semplici da comprendere, non potevamo continuare a tacere sperando che la Befana se lo riportasse via, questo decreto…

1°) molte di quelle sostanze naturali riportate non hanno alcuna attività dimagrante

2°) le sostanze naturali presenti nel DM  sono già presenti in associazioni, le più disparate tra loro, in integratori e prodotti erboristici di libero mercato, senza alcuna necessità di prescrizione medica, presenti in farmacia, erboristeria e anche nei supermercati. Nota bene: prodotti autorizzati dallo stesso Ministero. Addirittura con l’ indicazione che aiuterebbero nelle diete ipocaloriche e nei programmi dimagranti. Per cui, ovviamente, in forza di tale decreto, dovrebbero essere immediatamente ritirati dal mercato anche tutti i prodotti finiti che tali associazioni contengono. Ovvio. Peraltro la sicurezza di tali associazioni non è richiesta ai fini dell’autorizzazione (come invece il decreto pretenderebbe nel caso di una prescrizione magistrale …).

3°) le sostanze naturali riportate nel DM, strano a dirsi e ancor più a leggersi, lo sono in modo “alquanto” anomalo:

  • inverosimilmente descritte con nome italiano, al posto di quello botanico, unico che potrebbe definirne specie e genere;
  • prive di descrizione della parte botanica di riferimento;
  • alcune titolate in certi principi attivi, piuttosto che in altri, piuttosto che non titolate in niente: quindi significa che le stesse sostanze non titolate, o titolate in altri pa sarebbero forse utilizzabili ?
  • in alcuni casi è riportato solo il nome italiano della pianta, non quello botanico, non la parte utilizzata, non l’estratto…

4°) e infine, tra le sostanze e le piante, si trova inserito anche un nome commerciale  (al posto semmai di un più generico estratto di patata), fatto che “stona” quanto le precedenti.

Già queste semplici considerazioni “a caldo” sono più che sufficienti a farci pensare che si tratti realmente di una serie madornale di errori dovuti alla fretta legata alle festività natalizie avvenuti certo in tipografia.

Non è certo possibile che queste cose accadano in uffici del Ministero (!), a tal punto da lasciare libero spazio a prodotti di libero mercato (talvolta anche anarchicamente e irrazionalmente composti), e privando al tempo stesso i cittadini di una garanzia prescrittiva professionale, per le stesse sostanze, oltretutto prevista dalla legge, come quella rappresentata dalla prescrizione medica mirata alle reali necessità di uno specifico paziente.

E queste considerazioni, tutt’altro che personali, sono espresse come Responsabile di una struttura pubblica di riferimento per la Fitoterapia. Con l’occasione ricordo che la Fitoterapia è una disciplina medica che trae la sua forza scientifica dalla ricerca, e la sua forza professionale proprio dalla possibilità di preparazioni galeniche magistrali, una peculiarità questa che esalta ovviamente la professionalità del farmacista, ma che dà pure dignità alla Fitoterapia stessa, altrimenti relegata al mero utilizzo di integratori o di specialità registrate.

Poi, volendo, potremmo essere anche più tecnici e dettagliati.

Ma non può essere che vengano confuse erbe medicinali sicure e tranquille con psicofarmaci se e quando usati malamente come dimagranti (perché ne va del buon nome delle erbe!).  Intanto ci auguriamo tutti che il Decreto venga immediatamente ritirato (perché ne va delle professionalità coinvolte !) e adeguato alle reali necessità della salute dei nostri cittadini.

Tutti possiamo commettere errori…

Fabio Firenzuoli

CERFIT, Centro di riferimento per la Fitoterapia, Regione Toscana

AOU Careggi, Firenze

#salvalerba #adottalerba

 

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