25 marzo 2016 ~ 0 Commenti

Eros lo ha salvato.

SimposioDalla segreteria del dipartimento, cioè dal piano sotto al mio, ricevo una email, molto scheletrica, comunicazione di servizio, da operatore a operatore, giustamente, da ufficio a ufficio:

Dottor Firenzuoli,

Le comunichiamo che è arrivata una RACCOMANDATA RR indirizzata a lei.

La trova nella sua cassetta postale.

Distinti saluti

La segreteria

Non mi precipito, ma insomma cerco di passare  in giornata una volta sbrigate le cose più impegnative, quelle di più normale amministrazione, e poi passo a ritirarla, non nego con una certa apprensione, perché comunque non siamo abituati a ricevere raccomandate … Chissà di cosa si tratta pensavo tra me e me …  E cosa ti trovo ? Non una multa, non una comunicazione dalla Direzione, bensì un pacchetto contenente un libro ! Un regalo da parte di un paziente… un regalo speciale,  che mai mi sarei aspettato: il SIMPOSIO di Platone, curato da Autore grecista, doppia traduzione, greco – italiano. Non posso fare a meno di fermarmi un attimo, anzi ben più di un attimo, prima di tutto a leggere la lettera, scritta a mano, quella del paziente che accompagnava questo regalo, in stridente contrasto con la mail ricevuta dal piano soprastante, e poi a iniziare subito la lettura di alcune pagine di questo volume che mi ha incuriosito fin da subito…  e che non posso fare a meno di consigliare pure a voi.

Non un dialogo filosofico, ma un poema dell’amore e della bellezza. Non importa se il lettore sia un semplice o un letterato, o uno scienziato. Dai dialoghi emerge chiaramente come, sotto l’effetto delle frecce di Eros, tutte le creature siano indotte a perseguire e conseguire il bene supremo che è appunto la felicità, attraverso l’amore e la bellezza. E tutto questo Platone lo aveva sommamente scritto in quest’opera che ai tempi del liceo ci era stata presentata come testo filosofico, astratto, avulso dalla realtà, lontano nel tempo e nello spazio,  ed ora invece me lo ritrovo regalato come testo espressione di quella cultura, saggezza, poesia, musica, eros, capace pure di alleviare la sofferenza umana in tutti i sensi intesa.

I banchetti descritti erano dedicati al gioco e al superficiale divertimento, altri erano frequentati da eruditi e sapienti, altri esclusivamente erotici. Sempre comunque con richiami alle modalità di comportamenti dell’etica socratica. Platone ad esempio non proibisce l’uso del vino, ma in conformità alla medicina ippocratica, ne auspica una moderata consumazione, in rapporto anche all’età e alle condizioni dei singoli individui. Quando poi i concetti vanno facendosi più difficili e profondi decido bene di sospendere la lettura perché necessità di meditazione, rilettura, approfondimenti, tempo, pause, memoria, riflessioni, sviluppi importanti e correlazioni con la teologia e la filosofia della scienza, l’arte e la musica, e la medicina stessa.

E ti accorgi che questo paziente che ti ha mandato questo libro, in realtà ti ha fatto non un regalo qualsiasi, ma un grande regalo.

E non solo perché l’ultimo capitolo del volume contiene anche un’appendice dedicata alla medicina e filosofia nella sapienza greca. Oltretutto con tutti i richiami ben descritti alla nascita dell’arte medica, passando per i principi fondamentali delle varie scuole che si sono nei secoli susseguite, ma soprattutto perché ti fa capire come, ad iniziare da Ippocrate di Cos, Platone proprio scrive che non è possibile conoscere né la natura dell’anima, né quella del corpo, senza avere la conoscenza dell’intero. E che la condizione di salute e di benessere avviene quando le qualità, sia reciprocamente sia complessivamente, producono una equilibrata armonia specialmente quando esse si mescolano fra loro. In particolare poi,  continua Platone, si deve curare la parte insieme con il tutto, mentre alla maggior parte dei medici greci, evidentemente i non  valenti, sfuggiva quella connessione, non riuscendo ad effettuare una efficace azione terapeutica, proprio perché ignoravano l’intero. E’ questa la legge generale dell’intelletto, che è valida sia nelle corrette formazioni dei concetti, sia nello studio e nell’esame della natura del cosmo e del corpo umano. E ritrovare poi questi concetti agganciati ad un contesto apparentemente filosofico ed estraneo come quello del Simposio di Platone, fatto di banchetti e libagioni, di musiche e discussioni teoretiche, dalle quali emerge in fondo che il motore di tutto, che forse manca nella nostra attuale società moderna è proprio la sapienza della cultura. E forse, tornare anche alla studio guidato dei testi antichi potrebbe servirci non solo durante gli studi di medicina ma anche nella vita di tutti i giorni, protesi come siamo alla ricerca della felicità.  Il dio Eros, dice Platone, spinge attraverso l’amore e la bellezza, in qualunque forma di arte, scienza, musica o altra espressione, persona, oggetto o soggetto, verso la felicità.

Il Simposio, libro sulla bellezza e sull’ amore, guida alla felicità scritto da Platone mi è stato  regalato da un paziente, in memoria di suo figlio, morto in un incidente stradale.

Eros lo ha salvato.

Fabio Firenzuoli

 

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