21 luglio 2014 ~ 1 Commento

Farmaci ed Erbe sulla porta del Cervello

Meccanismi di trasporto di farmaci a livello della barriera ematoencefalica

Meccanismi di trasporto dei farmaci a livello della barriera emato-encefalica

Una specifica domanda di un paziente solleva la discussione sulla possibile interferenza di erbe e farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso, come ad esempio gli antiepilettici. Molti istintivamente e semplicisticamente  ritengono che le erbe da evitare siano sostanzialmente quelle che agiscono genericamente come stimolanti, cioè quelle contenenti caffeina,  o Ginseng, o quelle più propriamente “epilettogene” di suo, perché ricche di tujoni (Salvia, Assenzio, Issopo, Tuja, ecc.).

Dimenticano invece due  aspetti fondamentali, e cioè che:

1°) l’interferenza la si può avere quando, contemporaneamente ai farmaci per l’ SNC, si assumano sia farmaci di sintesi che farmaci di origine naturale;

2° ) l’interferenza può avvenire a vari livelli, ad iniziare dal tubo digerente per finire alla barriera emato-encefalica, senza contare poi quelle di tipo farmacodinamico, a livello di recettore finale, che sono ovviamente più intuitive.

Più insidiosa, perché meno conosciuta, e allo stesso tempo più rischiosa, è proprio la possibile interferenza che si può avere  a livello della barriera emato-encefalica sui farmaci antiepilettici. Ad esempio possiamo avere assenza di interferenza a livello intestinale, e quindi  il farmaco viene ben assorbito, assenza di interferenza a livello metabolico e del sistema trasporto, e quindi il farmaco giunge con il sangue fino al Sistema Nervoso,  ma poi, arrivato in prossimità del cervello,  può trovare un ostacolo al momento di “entrare” nel Sistema Nervoso, che rappresenta appunto il suo sito d’azione. O meglio, può addirittura entrare ma esserne indotto ad uscire rapidamente, prima ancora di espletare la sua azione.

Riconosco che siamo abbastanza complessi (!), e pensare che tutto quello che scrivo è addirittura una semplificazione importante del sistema. Ma tale è!

Ebbene, la resistenza a più farmaci antiepilettici è un problema comune in epilessia, che colpisce almeno il 30% dei pazienti, e non banale. Può infatti esporre a rischi gravi non solo la qualità di vita ma la vita stessa del paziente.

Inoltre va detto pure che il sistema della multi resistenza ai farmaci, o sistema di espulsione, riguarda non solo gli antiepilettici ma anche altri farmaci molto importanti, dagli analgesici ai chemioterapici, agli antiparkinson, con importanti e gravi possibili riduzioni di efficacia di questi farmaci. E’ fondamentale studiarlo e conoscerlo bene, onde evitare insuccessi terapeutici.

Al tempo stesso conoscere questo “apparato di difesa” può significare al contrario anche poterlo sfruttare. Quando potrebbe servire  sfruttarlo e addirittura attivarlo più del dovuto ? Quando si fosse di fronte al fenomeno della resistenza ai farmaci, ad esempio ai chemioterapici o agli stessi antiepilettici.

E la ricerca in questo senso è solo agli albori. Ma la strada è tracciata.

Intanto sappiamo alcune cose:

1°) che la barriera emato-encefalica è un sistema “complesso” di regolazione, che consente o non consente, o modula, l’ingresso di sostanze farmacologiche o tossici esogeni nel cervello. Non si tratta di semplice e sottilissimo “velo” che agisca a mò di filtro passivo… ma il trasporto è spesso attivo, mediato da vari meccanismi di “afflusso”, come illustrato nella  foto iniziale. E questo di suo è sufficiente a far capire non solo la complessità del sistema ma anche  i numerosi possibili siti di interferenza.

2°) sostanze naturali e di sintesi possono interferire con il sistema di espulsione, genericamente identificato anche con il termine di “pompe di efflusso”, o sistema della P-glicoproteina (P-pg), attivandolo, aumentandone quindi l’attività, e quindi riducendo l’attività del farmaco già in terapia. Per contro, utilizzando invece i cosiddetti inibitori della P-gp, possiamo ad esempio ripristinare una attesa sensibilità per esempio di un paziente epilettico ai farmaci ai quali era diventato resistente.

Pesi e contrappesi quindi, da conoscere per evitarli o sfruttarli quando occorra.

Sostanze che agiscono come INDUTTORI  della P-gp e che possono quindi RIDURRE L’EFFICACIA  sul SNC di farmaci quali gli antiepilettici, la  morfina, alcuni chemioterapici e farmaci antiparkinson:

  • Sophora
  • Iperico
  • Colchicina
  • Rifampicina
  • FANS

Esempio molto pratico: assumere diclofenac, noto farmaco antiinfiammatorio, durante la terapia con morfina, può facilmente ridurne l’efficacia analgesica.

Sostanze che agiscono come INIBITORI  della P-gp e che possono quindi AUMENTARE L’EFFICACIA sul SNC di farmaci quali gli antiepilettici, la  morfina, alcuni chemioterapici e farmaci antiparkinson:

  • Pompelmo
  • Piperina
  • Silimarina
  • Antiretrovirali
  • Steroidi

Teniamo presente che siamo solo all’inizio di questo capitolo di conoscenza delle possibili interferenze tra erbe e sostanze chimiche sui farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso. Solo l’intensificarsi della ricerca potrà darci risposte certe, utili per conseguenti comportamenti di tipo professionale.

E quindi, morale della favola, associare erbe o integratori, anche “tranquilli”,  a pazienti che stiano già assumendo farmaci importanti che agiscono sul SNC, può anche comportare effetti a sorpresa indesiderati, e forse non è bene mettere a rischio la salute del nostro paziente se non siamo sicuri dell’effetto finale.

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