31 luglio 2014 ~ 0 Commenti

L’ erba di S. Guglielmo

Agrimonia oeErba di S. Guglielmo, conosciuta anche come Eupatorio dei Greci, perché sembra sia stata scoperta proprio da Mitridate Eupatore , re del Ponto del II^ sec. a.C. , anche per distinguerla dall’ Eupatorium cannabinum, altra pianta altri usi…

In quel tempo gli infusi di Agrimonia, perché questo è il nome che oggi riserviamo appunto all’ Erba di S. Guglielmo (Agrimonia  eupatoria L. ), venivano considerati in realtà utili come “fortificanti” e disintossicanti il fegato, e più in generale come antiinfiammatori, addirittura indicati per curare dolori muscolari e articolari, e poi anche antiallergici … con un’azione che poi negli anni Autori più recenti avrebbero voluto simile a quella dei corticosteroidi… Purtroppo, per tutto questo, niente di dimostrato, seppur carico di un’ atavica curiosità.

Ed è così che ai tempi nostri,  l’ Agrimonia, e con essa anche San Guglielmo, sembra debbano accontentarsi di esser considerati quasi quasi soggetti di serie …B, cioè conosciuti da pochi,  ed apprezzati per cose da poco… San Guglielmo non è certo un santo “famoso” diremmo, cioè conosciuto e venerato dalle masse, anche perchè di San Guglielmo ce ne son tanti, e ognuno venera il suo, San Guglielmo da Vercelli, San Guglielmo d’ Aquitania, San Guglielmo di Malavalle, e tanti altri ancora, quasi una ventina, per non contare poi i “Beato Guglielmo” per un totale di una quarantina tra santi e beati. Allora è chiaro che quando sono in troppi il rischio è che nessuno emerga, se non localmente, dove è nato o dove è morto o poco oltre…

agrimoniaE così pure è per l’ Agrimonia, nessuna quasi riconoscenza, perchè appunto poco conosciuta: molti dei nostri studenti neppure l’hanno mai vista, non è comunissima ai bordi delle strade, più facile trovarla nelle zone dell’iniziale e poco folto sottobosco, ancora illuminato, però quando l’hai vista una volta non ne dimentichi le forme, foglie basali a piccolo cespuglietto, ovali e seghettate, con invece un fusto sottile ed  eretto, alto fino a un metro, con tanti piccoli fiori gialli… E’ proprio ora il tempo in cui la si può trovare bella fiorita, e quindi anche raccogliere spontanea.

Ebbene l’ Agrimonia viene vissuta come poco più di un antiinfiammatorio utile per il tubo digerente, quasi quasi banalizzandone l’azione, relegandola di fatto nell’immaginario collettivo a pianta di serie B, la cui tisana è utilizzata ora come collutorio ora come utile nei casi di diarrea.

Tutte cose giuste, per carità, perché comunque si tratta di un rimedio vegetale ricco in  flavonoidi (quercetina, kaempferolo, luteolina, apigenina) e tannini.  E quindi io direi, anche per l’esperienza che mi son fatto con l’ Agrimonia, fin da quando ero studente di medicina, non solo utile, ma molto utile, come antiinfiammatorio nei casi di gengivite , stomatite o faringite, soprattutto nelle forme virali. Tipicamente io la utilizzo in forma di estratto idroalcolico diluita in acqua, ed è anche rapidamente efficace. L’azione sembra dovuta proprio ai polifenoli in essa contenuti.

A parte il fegato però, la tisana preparata in forma decotto al 2 % (tempo di ebollizione due-tre minuti), può essere consigliata come antiinfiammatorio per il tubo digerente, molto utile ad esempio nei casi di diarrea. Un tempo si diceva “astringente”, oggi questo effetto biologico si spiega con la presenza di tannini, che riducono la componente vascolare dell’infiammazione acuta, e con i flavonoidi, debolmente antispastici sulla muscolatura liscia.

Detto questo tuttavia, anche a voler essere sintetici al massimo (perchè poi il lettore si stanca …!!!) dovremmo ricordare che un tempo veniva pure raccomandata anche come rimedio antiallergico, in nome di fantomatici costituenti ad attività simil-cortistonica, mai dimostrata, ma, come per il Ribes, molto decantata, perchè probabilmente verificata anche se solo su basi empiriche osservazionali, senza controlli, senza metodo diremmo oggi scientifico che ne consentisse giudizi inoppugnabili…

Ma ciò non significa che non sia possibile… Anzi, è proprio dalla medicina empirica, così come da quella narrativa o aneddotica, che possiamo avere spunti di riflessione, e importanti informazioni… che tuttavia devono diventare necessariamente verificabili, con un mezzo o con un altro, ma verificabili, altrimenti … si fa come i santi in paradiso, ce ne son tanti, che poi ognuno si tiene il suo, ma nessuno di loro poi in realtà viene ritenuto un Santo importante, con la “esse” maiuscola diciamo…

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Agrimol B

Voglio dire con questo che oggi ad esempio sull’ Agrimonia abbiamo in realtà numerosi dati analitici, conosciamo la composizione dei costituenti aromatici delle foglie e delle radici dell’ Agrimonia (v. foto iniziale), sappiamo che i flavonoidi e triterpeni della A. pilosa hanno una dimostrata attività anti-glucosidasica, ipotizzandone l’uso nella terapia del diabete, uso peraltro già noto alla medicina tradizionale cinese, alcune migliaia di anni fa…, sappiamo che altre sostanze hanno un effetto estrogenico, che altre hanno un effetto neuroprotettivo, che altre ancora hanno un effetto antitumorale, che altre ancora inibiscono citochine proinfiammatorie, altre ancora che presentano attività epatoprotettiva … E sembra quasi di tornare al punto dal quale eravamo partiti, Agrimonia la pianta del fegato…!

E intuiamo che se non cerchiamo di mettere insieme tasselli distinti rischiamo di affogare in un bicchiere di acqua. Se invece cerchiamo di mettere insieme i dati di oggi, pur frammentari, pur apparentemente distraenti, con quelli di allora, con quelli di quando le cose si verificavano “a impressione”, anche  senza misurarle o senza verificarle, senza il “doppio cieco”, ebbene se cerchiamo questa “sinergia” tra le conoscenze del passato e quelle del presente, forse ne usciranno o ne potrebbero uscirne informazioni utili, forse anche molti utili, sicuramente per il futuro, non per il presente. E forse è anche questo il bello.

Chissà che l’ Agrimonia, che è stata una della piante da me utilizzate fin dai tempi dell’ Università, non ci riservi intriganti sorprese, del resto molti santi dalla sua lei almeno già ce li ha ….

Fabio Firenzuoli

 

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