12 luglio 2015 ~ 0 Commenti

Luglio, col bene che ti voglio….

E’ sempre stato per me un mese di pausa, di cambiamenti, generalmente molto importanti. Incontri, lavori, progetti e programmi concreti, operativi. Poche chiacchiere e fatti concreti. Mentre invece verrebbe da pensare al contrario: fa caldo, tanto caldo, e quindi riposo, meritato al fresco, vacanze, svago, spensieratezza totale, meno ci si muove, meno si suda, meno si fatica…. Si certo,  ma anche meno si produce, mentalmente dico io, meno si investe, meno si crea… Ed anche questo luglio 2015 si sta rivelando particolarmente produttivo, che, come spero, possa dare frutti per almeno i per i prossimi dieci. Li vedrete presto…

Del resto luglio per me è sempre stato un mese magico…. Qualche esempio ?

Luglio 2005: prepariamo il primo Master in fitoterapia clinica di una Facoltà di Medicina in Italia, l’Università di Firenze, organizzato subito ad Empoli. Cambiamento non solo di mentalità ma di sostanza: l’Accademia medica si apre alla piante medicinali, nell’insegnamento, nella ricerca, nell’aggiornamento. Nei corsi di laurea, nei corsi post-laurea. Sembra niente, in realtà un grande cambiamento, voluto  da una mente illuminata quale quella del Prof Gianfranco Gensini, Preside di Facoltà.

Valnet

Jean Valnet

Luglio 1995: ho saputo della morte a Parigi di Jean Valnet. Un grande. Un amico. Era la fine di un’epoca, quella della “riscoperta della fitoterapia come disciplina medica”. Avevo conosciuto e apprezzato Valnet 15 anni prima, quando ero ancora ragazzo, e mi aveva trasmesso, con una operazione durata un millesimo di secondo, il tempo di una stretta di mano, il gene della curiosità e della passione per le piante. Colpo di fulmine per una scienza allora a me sconosciuta. Uomo piccolo, quanto il suo sigaro, da cui era inseparabile, un vulcano di idee e di simpatia, mente e cuore grande invece quanto grandi sono le risorse stesse che vengono dalle piante. Mi aveva aperto la mente e il cuore. I suoi occhi sembravano erano iniettati di idee, che ti trasmetteva, inevitabilmente. Ed a Castiglioncello, quell’anno, ad un importante  Congresso, i tempi furono maturi anche per poter affermare con forza non tanto che la fitoterapia “è nella medicina”, quanto che la fitoterapia “è medicina”, con tutto quello che ne consegue…

E da lì iniziò la mia avventura con la Fito in ospedale.

Ospedale Militare di Padova

Ospedale Militare di Padova

Luglio 1985: stavo partendo per il militare… per l’ Ospedale di Padova, dove avrei lavorato per un anno come medico del reparto Otorino, ma carico di un progetto eccitante, quello di un progetto di ricerca sull’ attività antinfungina degli oli essenziali, da studiare nei laboratori dell’ ospedale militare di via, per poi poterli applicare sulle tigne dei militari che provenivano da tutta la regione Militare del Nord-Est.  Progetto che aveva riscosso l’interesse dell’allora Direttore medico dell’ Ospedale, il Generale Bernini, non a caso Igienista. E questo anche sulla base del lavoro che avevamo appena concluso in Istituto di Microbiologia a Firenze, “permesso” dal Professor Gargani. Insomma inizia allora la mia ricerca vera sugli oli, che in realtà si estrinsecherà appieno solo ora, dopo quasi trent’anni (!!!), però con un gruppo di lavoro importante, trasversale, che vede al lavoro, biologi, genetisti, microbiologi, chimici, clinici, botanici, ecc. sempre targato Università di Firenze, coordinato dal Prof. Fani, gruppo peraltro in espansione…

Ottimo incenso, direte voi ! No. O forse sì,  ma non importa, perché non era questo l’obiettivo.

In realtà, semplicemente, stamani ho avuto questo pensiero è ve l’ho voluto comunicare: luglio per me ha sempre rappresentato motivo di riflessione, e di cambiamenti. Grandi cambiamenti.  E di dieci in dieci me li sono riassunti, estremamente riassunti. Mentre sto mettendo a punto ed affinando il progetto che penso debba stravolgere la mia attività clinica, per i prossimi dieci anni (spero). Nel pieno della calura fiorentina.

Servono le pause, servono per le strategie, servono per capire le migliori sinergie di lavoro, per come meglio sfruttare le tue e le altrui risorse in modo sinergico, come succede del resto nelle piante stesse. E’ d’estate infatti che imparano a risparmiare il dispendio di acqua e di energie proprio per ottimizzare il risultato e dare i frutti migliori!!

Buona domenica

Fabio Firenzuoli

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