05 marzo 2016 ~ 3 Commenti

Moderne alternative professionalità.

Mi sono sentito ieri diluito e succusso un attimo dopo, anzi, un omeopatiaattimino dopo, aver capito cosa era successo ad una paziente che non vedevo ormai da un bel po’ di tempo. L’ avevo infatti seguita fino allo scorso anno per una sindrome climaterica, con vari disturbi, tra i quali quelli metabolici (dislipidemia e intolleranza glicidica), mentre per una importante osteopenia, credendo di farle un favore, l’avevo indirizzata ad un centro di eccellenza per il metabolismo dell’osso. La paziente poi non aveva gradito il farmaco che le era stato prescritto per l’osso e per quello si rivolse ad un omeopata, il quale è intervenuto ovviamente con la sua terapia… E ritenendo poi troppa roba il tutto, consiglia anche di interrompere la cura fitoterapica per il colesterolo e glicemia, per passare ad una omeopatica. Ovvio senza avvertire il collega, che sarei stato poi stato io… . Quando lo vengo a sapere ? Solo ieri, dopo il lungo periodo di cura, alternativa a quella alternativa,  che in realtà si era dimostrata inefficace.  Quando lui le dice “forse è meglio tornare alla cura di Firenzuoli…”  Ebbene la signora torna, si confessa, ci resettiamo e si riparte con la terapia adeguata al momento di oggi. Ma il problema mica è questo, ovvio. Mica è un problema di parrocchie… o forse sì, proprio lì sta il problema? o tra i parroci?  o tra  religioni ? Il problema semmai sta invece nella comunicazione tra colleghi, che si ritengono talvolta gestori della salute del paziente, comunicazione come in questo caso, troppo diluita, oserei dire fin troppo omeopatica appunto, se non totalmente assente. A danno poi del paziente stesso (oltretutto nel caso in questione la paziente aveva ovviamente speso soldi inutili e si era tenuto il colesterolo alto per niente). Ma mi chiedo io,  se la comunicazione è zero assoluto già tra gli stessi professionisti cosiddetti olistici,  figuriamoci allora come rischia di esserlo tra gli altri. Oh… son qui ancora in preda alla alle onde di assestamento della mia succussione di ieri, benché attiminica

Fabio Firenzuoli

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