14 dicembre 2014 ~ 0 Commenti

Origano in parlamento.

basil-+-oreganoLa guerra  dell’ IVA maggiorata sull’ Origano (al 22%) rispetto al basilico  e altre spezie (che sono al 4 %) sta rischiando di coprire di ridicolo non tanto le spezie, che ignare, continuano a funzionare come prima, non tanto i cittadini, cui in realtà cambia poco vista l’esigua quantità di utilizzo pro capite e continuano imperterriti ad utilizzarle, e neppure i ricercatori, gli erboristi,  gli “speziali”, i droghieri,  i cuochi e così via dicendo. I quali tutti continuano ad usarle comunque, ciascuno secondo le proprie modalità, scopi e usi e tradizioni. Consapevoli della bontà della spezie, dalla cucina alla farmacia.  

Copre invece di ridicolo l’ istituzione “Parlamento”, o meglio la politica in generale che, di fronte ala gravissima situazione economica del paese, non riesce a risolvere neppure questo “scherzo della natura”, che vede coinvolta nientepopodimenoche anche  l’ Agenzia delle Entrate... !

Tra poco chiameranno l’Esercito, la Marina e di sicuro la Forestale (d’altra parte di parla di vegetali… ), per costituire un comitato consultivo, probabili riunioni mensili, con tanto di rimborso prepagato, per capire quale sia la spezia più aromatica, quella più utile in cucina, quella più utile in medicina, quella che pizzica di più, quella che infiamma di meno, ….

Dopodiché sarà pure indetta una riunione della Conferenza Stato Regioni, e allora sì che se ne vedranno delle belle, la Calabria pretenderà il 2% di IVA sull’Origano, si farà sentire poi  la Toscana che chiederà lo 1.5 % sul Rosmarino… E starà forse zitta la Liguria sul Basilico o la Lombardia sullo Zafferano ? e chi chiederà la riduzione dell’ IVA sul peperoncino la Campania, oppure la Basilicata oppure ancora la Puglia ? Ad ognuno la sua spezia, ad ognuno la sua IVA …

E tutto questo mentre i politici di turno, a Camere riunite,  dopo riunioni notturne, ad oltranza, sotto l’egida del Capo della drogheria di Stato, i parlamentari tutti  saranno rimandati a settembre, perché anche dopo le estenuanti discussioni  nelle commissioni parlamentari, si renderanno conto che neppure  la correzione proposta di far scendere l’ IVA dell’ Origano dal 22 % al 6%  (!!!) era praticabile, semplicemente perché  … il 6% era inesistente ! No buono, non previsto, né prevedibile! avevano solo sbagliato numero…avrebbero dovuto semmai scrivere 4 %. Tutto da rifare !

Sarebbe stato meglio, di certo più dignitoso, da parte del fisco e della politica, cancellare come si faceva un tempo con la cimosa, questi piccanti provvedimenti sulle spezie e inasprire la loro attenzione sulle vere necessità del  Paese.

Se poi fossero addirittura interessati a saperne qualcosa di più, magari proprio sulle neglette spezie di drogheria, imparerebbero che non servono solo a rendere gradevoli più o meno semplici o prelibati piatti regionali o nazionali, ma anche prolungare la conservabilità delle carni, anche a disinfettare l’intestino, a curare addirittura malattie della pelle e non solo, a facilitare la cicatrizzazione delle ferite, a migliorare la digestione, ad aromatizzare gli ambienti, a calmare gli animi, a stimolare il sistema neuroendocrino, a far funzionare di più gli antibiotici quando non sono più molto attivi… E forse potrebbero anche immaginare di ridurre l’IVA incondizionatamente su tutte le spezie e su tutte le erbe medicinali, dal momento che spesso  consentono di ridurre la spesa farmaceutica…  Imparerebbero forse a gustare di più le cose semplici della vita di tutti i giorni, che fanno parte delle nostre tradizioni,  della nostra dieta mediterranea, e magari anche a valorizzarle, e magari forse anche ad investirci in ricerca.

E potrebbero meglio utilizzare il loro prezioso tempo magari a studiare, in riunioni anche notturne sì, ma a studiare le leggi che loro stessi sono i primi a non conoscere.

Ma il droghiere di turno cosa pensa di tutta questa aromatica burla ?  Pensa che se i nostri politici non sanno risolvere un banale problema amministrativo che riguarda l’Origano,  come potranno mai risolvere invece i problemi dello stesso droghiere, come quelli dello speziale, o dell’erborista, o dell’utilizzatore finale?

Li ritiene solo … diversamente aromatici!

Fabio Firenzuoli

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