29 maggio 2015 ~ 1 Commento

Perché scivolare sui pruni …?

sospettoOlim dicevano gli antichi… Una volta, in un tempo lontano, in un paese lontano, salirono agli onori delle popolazioni di allora, strombazzate dagli araldi del tempo, notizie relative alle proprietà taumaturgiche di un frutto che, si diceva, cresceva solo nel giardino del re. E tutti andarono a comprare questo frutto pensando si trattasse davvero di una pianta quasi magica, quasi miracolosa per la peste del tempo, quella che stava allora imperversando nel paese. L’aveva detto il Re. Facendolo proclamare da un araldo. Era stato pure detto che sarebbe costata poco, e che era già stato provato e che funzionava … e che solo quello funzionava.  Cosa pretendevano di più ???

Sarebbe servito a debellare la peste di allora.

Tutti andarono nel giardino del Re, ma tanta era la corsa e la bramosia di annunciare la scoperta, che poi le guardie si resero conto di aver sbagliato pianta, o meglio che la pianta andava pur bene, ma che non era affatto detto che sarebbe servita a qualcosa, o per lo meno a curare la peste. Insomma il Re aveva sbagliato. Non solo ma aveva sbagliato due volte: primo perché si trattava di una pianta di pruni, che lui aveva davvero nell’orto, che facevano buoni frutti si, ma non affatto miracolosi per la peste. Poi perché tutti quelli che corsero per coglierne i frutti, vista la frenesia, scivolarono sull’erba del giardino, e caddero sulla pianta, schiacciandola, distruggendone i frutti, che erano lì già belli e maturi… La pianta rovinata, i frutti dispersi, il Re incazzato, l’araldo licenziato, ma soprattutto … tutti bucati dai pruni!

Eppure lo sapevano tutti …

Ricordo che i miei spesso mi dicevano “Fabio fai attenzione a non dare in quel viottolino, rischi di scivolare sui pruni, hanno le bacche, sì, in quel caso erano le more, ma c’hanno pure i pruni, cioè le spine… Passa dalla strada principale, non scivoli, cogli le more, le mangi e … non ti buchi ! Ma, se le cose non si fanno per benino, prima o poi ci si buca“.

E si rovinano pure le piante, dico io, e si rovinano pure i frutti…

E così succede pure anche oggi … quando ogni tanto, o meglio, ogni spesso (!!!) vengono presentate o annunciate, anche sulla stampa nazionale, anche con enfasi quasi istituzionale dati non ancora pubblicati.

Magari, anche se in attesa di pubblicazione, quanto meno fossero relativi a trials clinici…

Perché quando vengono presentati dati su specifici prodotti, fatti ad hoc per curare ad esempio pazienti con cancro, prodotti presentati come se fossero farmaci, quando farmaci non sono, beh allora gli araldi di oggi dovrebbero saper approfondire prima le notizie…

Perché una cosa è dire “sì funziona ma su cellule tumorali”, una cosa è dire “sì funziona su ma animali da laboratorio” una cosa ancora è dire invece “sì funziona” sull’uomo, viene assorbito, e funziona poi soprattutto sul paziente malato, e poi ancora sul pazienti malato in chemioterapia.

Non puoi fare annunci perché devi vendere il prodotto dicendo che serve al malato di cancro e poi scopri che ancora non ci sono verifiche cliniche. Interferisce ? non interferisce ? Funziona ? Non funziona sui pazienti ? E così via dicendo …

Se poi si tratta di un integratore per il quale non è richiesta ricetta medica, perché allora presentarlo come se servisse la ricetta del medico ? per dargli ulteriore facies di farmaco ?

Insomma …  abbiamo la sensazione che anche oggi, anzi, oggi in particolare, si rischia di scivolare su una pianta di pruni …

E non si dovrebbe però scivolare sui pruni. Perché si rischia di bucarsi.

Sappiamo infatti che le potenzialità preventive di certe sostanze naturali sono davvero interessanti, anche molto interessanti, sappiamo anche che di sostanze naturali che inibiscono la crescita di cellule tumorali in vitro ce ne sono già migliaia in letteratura … Ma tra dire questo e dire che, non tanto quelle le sostanze, ma quel prodotto serve ai malati di cancro  ce ne passa … sia di spazio che di tempo…

E non si dovrebbe scivolare sui pruni, perché oltre a rischiare di bucarsi si rischia pure di rovinare i pruni stessi, e di non poterne poi più mangiare neppure le bacche…

Fabio Firenzuoli

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