07 novembre 2015 ~ 7 Commenti

Pericolosità della Curcuma: due errori in uno!

herbal-medicineE’ successo e risuccederà sicuramente ancora…

Mica c’è da meravigliarsi più di tanto… ma, diciamolo pure, è anche abbastanza assurdo.

In realtà basterebbe studiare un po’ di più …

Mi scrive una collega, la quale aveva prescritto un prodotto a base di Curcuma in forma di fitosoma ad una sua paziente per una poliartrite dolorosa. La paziente era stata meglio dal punto di vista dei dolori articolari, ma, tornata al controllo dall’oncologo per una precedente neoplasia mammaria, in terapia con tamoxifene, si era è vista proibire categoricamente l’assunzione di tale prodotto, prescrittole appunto dalla collega, perché, a detta dell’oncologo, “pericoloso” … insieme al tamoxifene, proprio per la sua storia oncologica!!!

Quindi la collega, francamente allarmata lei prima ancora della paziente, mi chiede lumi, mi chiede letteratura…

Questo intervento, direi a gamba tesa, lascia quanto meno un po’ sconcertati. Giusto preoccuparsi, anche seriamente, quando un paziente oncologico, ad esempio durante la chemioterapia ricorresse, senza alcun controllo clinico, all’assunzione di pozioni, intrugli, diavoli e serpenti, pasticche di tutti i tipi, purchè siano …  (anche senza evidenza, anche senza razionalità, anche se solo ha letto sulla rete che …). Ok.

Ma in questa circostanza francamente non siamo durante la chemioterapia, c’è la prescrizione di una collega, c’è la prescrizione di una pianta non tossica, e prima di tacciare un prodotto di “pericolosità”, siccome le parole hanno un loro peso, ti vuoi documentare un minimo … ? E se fossi proprio tu a sbagliare ?

Discutiamone.

Forse l’ oncologo, sbagliando, vedeva un rischio nel prodotto rappresentato dalla lecitina presente nella struttura dei fitosomi (che però non ha nulla a che vedere con gli isoflavoni della soia, le uniche sostanze ad attività estrogenica della soia…).

O forse confondeva la Curcuma longa con la Curcuma tailandese (C. comosa), che invece contiene sostanze ad attività estrogenica…). Ma si tratta comunque di una pianta che non ha nulla a che vedere con la curcuma che viene utilizzata da noi…

Sarebbero perciò cioè due errori in un colpo solo, e poi sulla Curcuma,  bella roba …

Insomma, che se la studiassero un po’ di più questa fitoterapia anche i nostri colleghi convenzionali prima … mica tanto…un filino… prima di dare del pericoloso a qualcuno… oppure si documentassero prima di sparlare… perché il mondo delle piante non è così semplice come pensano…  (ma che se le studiassero bene   anche solo prima di usarle però…).

E poi chiedono documentazione sulla sicurezza? Non solo noi ce l’abbiamo, ma neppure gliela diamo! Non solo noi ce l’abbiamo, ma che fornisse loro, gli accusatori, quella che ne proverebbe la pericolosità … Chi accusa deve fornire le prove di colpevolezza… come in tutti i processi… Non il contrario…

Per l’appunto poi la letteratura disponibile dimostra invece come l’associazione tra la curcuma e tamoxifene dia luogo semmai ad una sinergia d’intenti positiva tra le due sostanze, con :

a) aumento della biodisponbilità del farmaco, in quanto la curcumina inibisce sia la P glicoproteina sia il citocromo che metabolizza il farmaco.

Non solo.

b) la curcumina riduce anche la resistenza al tamoxifene qualora si manifestasse, e proprio in cellule tumorali di cancro al seno.

E scusate se è poco.

Questo per dirti che se lui ritiene “pericoloso” assumere Curcuma con il tamoxifene o il letrozolo, che ci fornisse lui la letteratura, al riguardo, del resto in questo caso è lui l’accusa… nooo ?

Nota sui  farmaci (ma solo a titolo informativo e solo per chi non li conoscesse)

Il tamoxifene, diciamo che si tratta di un farmaco utilizzato tipicamente nella prevenzione ormonale delle recidive dei tumori mammari estrogeni sensibili: si comporta come una molecola di estrogeno, andando ad occupare il recettore per gli estrogeni delle cellule tumorali, in qualche modo bloccandolo e riducendo l’azione di stimolo alla crescita che avrebbero gli ormoni sul tumore stesso. Si comporta cioè da antiestrogeno. L’ altro farmaco, più spesso utilizzato con il medesimo scopo nelle fasi della post menopausa è invece il letrozolo, che agisce sempre come antiestrogeno, ma bloccando direttamente la sintesi degli estrogeni, mediante il blocco selettivo di un enzima, l’aromatasi, che li sintetizza a partire dagli androgeni prodotti dalle ghiandole surrenali. L’effetto finale è il medesimo.

 

Morale della favola (che poi non è una favola…)

I tuttologi non ci sono mai piaciuti,

che studiassero prima di seminar sentenze,

a destra e a manca,

per giunta gratuite,

apparentemente semplici e facili,

su quelle che snobbano chiamandole erbette,

per loro neppure degne di essere approfondite

(che se poi lo fanno si bloccano perché non ci capiscono nulla…)

e allora diventa più facile farle diventare inutili

o insicure

o rischiose

o addirittura …. pericolose!

e così fan prima …

ma le bugie hanno le gambe corte.

 

Fabio Firenzuoli

 

Ah dimenticavo…

Ecco i riferimenti di quello che dicevo (un po’ di  letteratura per i più pigri …)

Cho YA et al. Effects of curcumin on the pharmacokinetics of tamoxifen and its active metabolite, 4-hydroxytamoxifen, in rats: possible role of CYP3A4 and P-glycoprotein inhibition by curcumin. Pharmazie. 2012 Feb;67(2):124-30.

Jiang M et al. Curcumin induces cell death and restores tamoxifen sensitivity in the antiestrogen-resistant breast cancer cell lines MCF-7/LCC2 and MCF-7/LCC9. Molecules. 2013 Jan 8;18(1):701-20. doi: 10.3390/molecules18010701

Winuthayanon W et a..Estrogenic activity of diarylheptanoids from Curcuma comosa Roxb. Requires metabolic activation. J Agric Food Chem. 2009 Feb 11;57(3):840-5. doi: 10.1021/jf802702c.

 

 

 

 

 

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