22 agosto 2014 ~ 4 Commenti

Riabilitiamo la Consolida!

consolidaCorreva l’anno 1984, quando mi capitò di utilizzare per la prima volta la radice di Consolida. Una pianta che allora nella medicina popolare veniva consigliata per la cura dell’ulcera duodenale,  in un tempo in cui non avevamo a disposizione gli inibitori di pompa bensì la sola ranitidina, e per questa patologia si ricorreva ancora alla terapia chirurgica quando falliva quella medica, dalla vagotomia alla resezione gastrica.  Sembra preistoria, e invece siamo solo a trent’anni fa.

E dopo il primo ottimo risultato fu per me molto semplice averne conferma con molti altri casi. Ma non nella terapia dell’ulcera duodenale, bensì nella più semplice terapia esterna delle ragadi anali. La Consolida sapevamo che aveva un effetto antalgico, antiinfiammatorio e cicatrizzante notevole. Per uso orale. E perchè non provarla anche per uso esterno ? E fu così che bastò iniziare… Le ragadi anali rappresentano una patologia molto frequente, dolorosa, per la quale pure l’intervento chirurgico non era e non è oggi pure, particolarmente gradito dai pazienti, perchè doloroso assai più della ragade. E quindi ben si comprende come fosse facile avere pazienti che venissero a chiedere un rimedio naturale alternativo all’intervento, per giunta rapidamente efficace. Mi ricordo bene come io la facessi usare in forma di decotto per farne abluzioni, lavaggi, semicupi e impacchi, direttamente con la radice che facilmente si trovava nelle poche erboristerie del tempo. E ora invece che le erboristerie sono molte, ora che pure le farmacie con erbe, fitoterapici, omeopatici ecc,  sono molte, ora che abbiamo pure disponibile letteratura che ce ne conferma l’efficacia, ebbene ora non la Consolida si trova più la pianta !!! E questo perchè ?

Solo per la nota tossicità di alcuni alcaloidi presenti nella pianta, alcaloidi pirrolizidinici, presenti in molte Borraginacee e non solo, che sono tossici sì, ma quando assunti per via sistemica, responsabili come ben sappiamo di gravi danni epatici e non solo. Ma occorre assumerne una bella quantità e comunque per via orale e per un tempo non breve. Da quando la pianta è stata inserita nella lista delle erbe non utilizzabili in integratori, di fatto è sparita di circolazione !!! Non abbiamo disponibilità nè di radice come tale per farne antichi ed efficacissimi decotti, nè di estratti per farne preparazioni, sempre ovviamente  ad uso esterno.

consolida radiciNe aveva parlato e scritto per primo Nicholas Culpeper , nel XVII^ secolo. Oggi, dicevo, questa affermazione storica è ampiamente supportata da dati clinici moderni. Diversi recenti studi clinici randomizzati confermano l’efficacia dei preparati a base di radici di Consolida, ad uso topico, nel trattamento del dolore e dell’ infiammazione, sia a carico dei muscoli che delle articolazioni, così come nella terapia delle distorsioni e contusioni, anche dovute a traumi sportivi e  nella terapia delle ferite.

Ecco confermato allora che il target giusto è proprio rappresentato anche dalle ragadi anali, dove coesiste dolore, infiammazione e, per definizione, difficoltà alla cicatrizzazione !

Ecco quindi che potrebbe benissimo allora essere riabilitata. E’ efficace. E lo dimostra la letteratura scientifica, trials clinici e revisioni sistematiche della letteratura. Non si tratta più solo di osservazioni personali di quello o quell’altro autore. Non sono più “impressioni”.

Per quanto riguarda la sicurezza abbiamo pure letteratura che conferma l’ assenza di effetti genotossici e di effetti collaterali. Dai trials risultano meno effetti collaterali del placebo. La letteratura sulla Consolida si è spesso concentrata solo sui rischi degli alcaloidi pirrolizidinici, dimenticando tuttavia che anche in Germania, patria di una solida tradizione fitoterapica,  la restrizione per la Consolida ne limita l’applicazione a 4-6 settimane / anno per i preparati con una quantità giornaliera di alcaloidi compresa tra i 10 e i 100 microg. Oggi in realtà esistono preparati esenti da alcaloidi o con dosaggio ben inferiore ai limiti previsti , e quindi senza neppure restrizione alla durata del trattamento.

In Europa esistono medicinali a base di Consolida. E noi che l’avevamo non l’abbiamo più…

E allora che aspettiamo ? Dobbiamo continuare, anche nel settore della fitoterapia, a soggiacere ancora al terrorismo che proveniva dalla mittel-Europa  (Bundesgesundheitsamt, 1992) o siamo sufficientemente grandi e vaccinati da prendere decisioni semplici e utili, provenienti dal tradizione e confermate dalla letteratura ?

Dopo trent’anni di purgatorio, speriamo la Consolida possa essere rapidamente riabilitata e tornare libera, per uso esterno, per il bene dei nostri pazienti.

Fabio Firenzuoli

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