08 maggio 2014 ~ 0 Commenti

Salviamo i pesci e salviamoci … la prostata!

Omega 3 sempre buoni ? Uomini… non ci contate !

Alcuni recenti ricerche di tipo epidemiologico hanno mostrato una correlazione tra cancro alla prostata e alti valori di EPA (acido eicosapentaenoico)  e DHA acido docosaesaenoico), i due acidi grassi della serie omega3 selezionati dall’olio di pesce. Ormai c’è letteratura sufficiente per dire che la correlazione purtroppo esiste. Mentre non c’è con alti valori di ALA (acido alfa linolenico) di origine vegetale.

Noi non abbiamo certo il paraocchi, nel senso che non guardiamo le cose a senso unico…  quando c’è dar mettere in evidenza rischi o inefficacia di terapie naturali o pseudo tali.  E spesso siamo stati accusati di essere troppo sbilanciati … (pensa te!).

Ma quando perdindirindina c’è da dire il contrario, beh diciamolo pure ad alta voce!!! L’abitudine di ingolfare i nostri pazienti con supplementi o medicinali a base di omega tre di pesce, senza motivo, ma solo a scopo preventivo, ebbene questa abitudine probabilmente va proprio rivista !!!

Ancora i meccanismi d’azione non sono chiariti ? Ok. Ma vengano considerati intanto i risultati: che cioè la correlazione esiste. Ed ecco il lavoro più consistente per chi se lo volesse studiare:  Michael E. Chua, et al. Can Urol Assoc J 2013;7(5-6):e333-43. http://dx.doi.org/10.5489/cuaj.1056

Quando invece questi omega 3 da olio di pesce  dovessero essere prescritti a scopo curativo, allora che lo fossero come qualunque altro medicinale, cercando di valutare il rischio/beneficio per il singolo paziente. E magari la stessa EFSA potrebbe pure rivedere la sua posizione sulla sicurezza totale e indiscussa sulle supplementazioni di omega 3

E qualora invece ci fossero delle alternative vegetali utilizzabili, che non espongano al rischio di cancro prostatico, allora perché non pensarci ? E la letteratura sugli omega 3 di origine vegetale comincia ora a farsi molti più consistente e interessante.

Dall’ olio di Perilla a quello di semi di Chia, dalla Canapa all’ olio di semi di Lino, o di Kiwi, o di Portulaca, ecc.…

acidi grassi vegetali

Recentemente è stata ad esempio pubblicata una ricerca che ci dimostra, ancora nell’animale, certo, ma  intanto ci dimostra l’attività antiaggregante piastrinica dell’olio di Perilla, del tutto simile a quella dell’ aspirina.

E una ricerca invece sull’uomo relativamente all’attività cardioprotettiva dell’olio di Lino, come pure in un gruppo di pazienti in emodialisi, ecc.

Esistono già metanalisi a disposizione (non tanto dei “maniaci del naturale”, quanto di tutti !), che dimostrano l’utilità di questi oli vegetali, anche nella prevenzione cardiovascolare, e l’assenza di rischi di tipo oncologico. E scusate se è poco!

Non ci credi ? Allora almeno leggi qua: Pan A. et al. Am. J Clin Nutr. 2009 Aug;90(2):288-97. doi: 10.3945/ajcn.2009.27469. 

E allora … salviamo i pesci, sfruttiamo di più i semi, e, già che ci siamo  … salviamoci pure  la nostra prostata!

Fabio Firenzuoli

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