07 maggio 2016 ~ 0 Commenti

Senna, amici per la pelle?

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Yamate Y. et al.

Un fiume di letteratura sui sennosidi (Aloe,  Cascara , Senna…), forse più largo e lungo del omonimo fiume che lento e maestoso attraversa Parigi: dalla biosintesi alla fitochimica, alla farmacocinetica, alla farmacologia, alla ricerca importante di dati certi sulla correlazione con il cancro al colon… Questa forse è storia, con le sue luci (Borrelli, 2006) e le sue ombre (Watanabe T, 2004) , che certo rimangono, salvo il buon senso nell’uso, che spesso si perde, quando appunto diventa abuso.

Nuovo e intrigante invece, quanto meno stimolante, un recente lavoro di autori giapponesi, che hanno trovato come ripetute somministrazioni di Senna sperimentalmente producano la riduzione di cellule immunocompetenti addirittura nella pelle (!!!), le cosiddette cellule di Langerhans.

La cosa ci preoccuperebbe  qualora fosse seguita ad esempio da una riduzione o alterazione delle funzioni immunocompetenti della pelle, organo ovviamente noto a tutti ( ;) ), esteso, e vitale, facilmente soggetto a disturbi infiammatori cronici, con anche turbe del sistema immunologico… dalla psoriasi alle dermatiti croniche di varia origine…anche intestinale.

Direi forse un curioso spunto di riflessione.

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Kazunari S, 2006

Ancora di più se consideriamo che in letteratura già esistono alcuni case report di patologie dermatologiche correlati alla assunzione di piante che contengono sennosidi (dall’ eritema multiforme, a reazioni lichenoidi ad una necrolisi epidermica, orticaria, reazione granulomatosa interstiziale, ecc. ). Importante tra queste una pustolosi esantematosa acuta generalizzata in un paziente con mieloma multiplo. Quindi già con una patologia neoplastica del sistema immunitario.

Anche se le reazioni descritte non sono numerose, rimane il fatto che esistono, e che coinvolgono tutte il sistema immunocompetente.  Parlarne possiamo e dobbiamo, non certo e non tanto per preoccuparci di queste piante, quanto piuttosto

1°) per limitarne gli usi ai casi di effettiva necessità (come per tutte le terapie del resto)

2°) per capire realmente i meccanismi fisio-patologici di queste reazioni

3°)  per capire meglio anche i meccanismi fisiologici, cioè scoprire i legami di tipo pure funzionale, come forse in questo caso: intestino – sistema immunitario – pelle – sistema Nervoso.

4°) forse anche a scopo solo preventivo: ipotizzare  possibili pazienti ai quali ad esempio non somministrare lassativi antrachinonici per la presenza di patologia del sistema immunitario ?

Ma questi sono soltanto dubbi, perplessità, discussioni che piuttosto speriamo stimolino i nostri ricercatori di base a studiarci sopra …

Fabio Firenzuoli

 

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