19 agosto 2014 ~ 0 Commenti

Stramonio pugliese … questo il problema ?

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Foto 1

Me ne ha parlato ieri un amico toscano, al mare, perché la notizia era rimbalzata sui quotidiani nazionali … E così l’ha commentata … “che vuoi, in Puglia, terra di Taranta, succede questo e altro…”

E’ successo che due anziani coniugi, in provincia di Lecce, secondo le prime indiscrezioni riportate dai quotidiani, avrebbero dato seguito ad una ricetta ascoltata in TV, cucinando un piatto con dei fiori raccolti in giardino. Fiori tossici purtroppo. Fiori di Stramonio. Tossici come i fiori di Stramonio toscano, o come quelli di Stramonio piemontese. Sempre Stramonio è… E due o tre considerazioni mi vengono subito alla mente…


a) Primo
: lo Stramonio, quello spontaneo, quello vero (Datura stramonium L.), pianta bellissima, dall’aspetto affascinante, si trova fiorito proprio in questa stagione estiva. Cespuglio comune in tutto il paese, più facilmente reperibile sulle coste, attraente, per i suoi fiori a imbuto attorcigliato, le sue foglie verde scuro, dai margini frastagliati, che in qualche modo richiama comunque alla mente l’aspetto demoniaco di Crudelia De Mon … (vedi foto 1).

E tutti dovrebbero conoscerlo, ovviamente per evitarlo .

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Foto 2

b) Secondo: esistono molte altre specie di Stramonio, spontaneo o coltivato come ornamentale, fiori più larghi, meno spigolosi, foglie ugualmente morbide e pelose, dai margini lineari e ovali, come la Datura wrightii Regel e la Datura inoxia Mill. (vedi foto 2), molto simili tra loro.

Poi ci sono quelli enormi, propriamente ornamentali, anche colorati, che magari qualcuno ha pure in giardino. Sono piante che raggiungono anche i due metri di altezza, colorate, e per questo ancora più attraenti. Diverse certo dalla pianta spontanea, ma non per queste meno tossiche, come la  stessa Datura arborea (v. foto 3).

c) Terzo: la pianta di Stramonio in realtà era usata in medicina come fonte di alcaloidi importanti in medicina, quali atropina, iosciamina, e scopolamina, usati ancora oggi come farmaci, antivertiginosi, antiaritmici e antispastici. Mentre in passato le foglie stesse venivano usate per confezionare sigarette antiasmatiche. Oggi abbandonate perché in realtà assolutamente non sicure. Fiori, frutti e foglie tuttavia diventano allucinogeni e tossici se usati per via orale in forma di infusi o polveri, come del resto alcune pratiche di magia popolare raccomandano, per “filtri d’amore”. 

Ebbene, proprio questa ultima considerazione, mi consente di ricordare che l’ uso magico delle erbe, Stramonio compreso, non è tipico solo delle umide langhe piemontesi o delle assolate terre del Salento, infatti vengono ai giorni nostri usate anche nella nostra terra di Toscana, evidentemente pervasa dalla passione per sortilegi e malefici vari, come pervasa può esserlo qualunque altra terra… Non più tardi di qualche anno fa, esattamente in quel di Lucca, abbiamo avuto diversi casi di avvelenamenti da filtri d’amore (!!!), che contenevano appunto Stramonio, la cosiddetta erba delle Streghe… o del Diavolo che dir si voglia. Sempre Stramonio è, sempre tossico rimane.

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Foto 3

Diciamo quindi che il rischio di intossicarsi con lo Stramonio, anche gravemente, esiste certo, ma solo se:

1) si seguono istinti antichi e primordiali, che non conoscono confini geografici, ma che battono solo il terreno dell’irrazionalità;

2) si risponde soltanto ai dati di ascolto in TV comunicando però informazioni prive di …cultura.

Quali soluzioni istintive ?

a) Sterminare tutte le piante spontanee e coltivate di Stramonio, magari con un lanciafiamme …

Risposta poco intelligente, costa troppo e comunque inutile: ci sono molte altre piante tossiche che neppure conosciamo, anche tra quelle ornamentali.

b) Strappare i fili delle TV  che disinformano ?

Risposta poco intelligente, costa troppo e comunque inutile: oggi la TV si vede senza fili.

Allora quali possibili risposte concrete ?  

Una forse troppo semplice per essere accolta …. per informazioni sui funghi raccolti esiste l’ esperto micologo, in tutte le ASL, ebbene, una figura simile potrebbe essere istituita per dare informazioni sulle erbe, non solo quelle utili, cioè quelle officinali, ma anche quelle velenose, cioè quelle da evitare Perché ad esempio non investire di questo compito i numerosi erboristi laureati, già formati, già presenti sul territorio, in attesa solo di un riconoscimento formale del loro ruolo, che vada oltre quello di mero commerciante ?

Dite la vostra che ho detto la mia…

Fabio Firenzuoli

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