06 luglio 2016 ~ 0 Commenti

Un cancro vinto dall’integrazione.

astragalusLa storia di un paziente descritta su Repubblica dal Prof Carlo Eugenio Vitelli, riporta indietro pure i miei ricordi, proprio di una quindicina di anni. Leggetela perché è senz’altro istruttiva, primo perché noi medici non dovremmo mai sentenziare prognosi, spesso le sbagliamo , secondo perché i pazienti dovrebbero giustamente sentire sempre più “opinioni” prima di prendere decisioni importanti, a maggior ragione oggi, che troviamo esperti dietro ogni angolo. Leggetela, perché si tratta di un paziente dato per morto, e invece realmente salvato da un intervento integrato di grande chirurgia demolitiva (peritonectomia ecc.) con lavaggi addominali con chemioterapici ed ipertermia e chemioterapia sistemica.

Ebbene quindici anni fa pure, nell’ Ospedale di Empoli dove lavoravo allora, sono stati eseguiti, tra il chirurgo Michele De Simone (oggi a Torino) e l’oncologo Giammaria Fiorentini (oggi a Pesaro), interventi integrati di questo tipo. Ed è proprio su questi pazienti che anche la fitoterapia poteva dare (come è successo, e oggi più di allora) un sostegno non di facciata, sia per il sistema  immunitario, sia per la stessa chemioterapia.

Un cancro vinto, ma soprattutto … un paziente salvato!

Onore all’ integrazione.

Fabio Firenzuoli

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