14 ottobre 2016 ~ 0 Commenti

Withania, tradita sul nascere

Withaferin_ASomnifera la chiamano i botanici, e già questo l’ha trasferita nella cultura occidentale come pianta rilassante, utile per indurre il sonno. Ashwaganda, la chiamano gli indiani dell’ India, che la utilizzano da oltre tremila anni, e questo nome già suona meglio… Nella nostra esperienza personale da almeno una ventina d’anni, la usiamo come antistress, antifatica, migliora le condizioni cognitive ma soprattutto consente un intervento sul dolore cronico di origine infiammatoria. Una pianta quindi molto utile, e non solo per gli sportivi. E questo oggi ce lo conferma pure la letteratura !

Abbiamo molto da imparare dalla stessa Ayurveda, che la conosce e la usa nella sua interezza, come sull’interezza psico-neuro-endocrina agiscono gli steroidi vegetali che contiene, i withanolidi, molecole fantastiche. Oggi infatti sappiamo anche perché funziona!

Per molti è la pianta “nuova”, quella che ci potrà pure garantire una migliore qualità della vita a nostri pazienti oncologici. Vedremo, intanto però che la cominciasse ad usare chi dice di conoscerla, e magari anche che cominciasse a conoscerla bene ed a studiarla chi dice già di usarla, perché poi alla fine, anche l’ Ashwaganda non è una panacea…, e i suoi limiti e controindicazioni ce li ha pure lei. Anche, tradendo i botanici, turbando il sonno e non solo…

Evviva l’ India antica.

Fabio Firenzuoli

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