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	<title>Commenti a: Rodiola, non sempre si salva&#8230;</title>
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		<title>Di: Fabio Firenzuoli</title>
		<link>https://naturamedica.farmacista33.it/rodiola-non-sempre-si-salva/#comment-337</link>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 13:59:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giusto. Bravo!
F]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto. Bravo!<br />
F</p>
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		<title>Di: ROBERTO VERGANI</title>
		<link>https://naturamedica.farmacista33.it/rodiola-non-sempre-si-salva/#comment-336</link>
		<dc:creator>ROBERTO VERGANI</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 10:38:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono Roberto Vergani (Erborista con negozio di erboristeria r.vergani@e-bios.it).

Per mia esperienza l&#039;interazione erbe farmaci non è un accessorio culturale ma una realtà sottostimata che richiede attenzione. Oltre alle incompatibilità generali molte piante medicinali presentano la caratteristica di interagire con il catabolismo dei farmaci. Sono molte le piante medicinali a cui si attribuisce un&#039;azione &quot;depurativa&quot; azione a cui fino a pochi decenni fa non veniva attribuito un preciso significato farmacologico (salvo un eventuale stimolo degli emuntori). Oggi sappiamo che questa &quot;depurazione&quot; è un effetto reale che si attua a livello molecolare, prevalentemente per modificazione dell’attività degli enzimi che determinano il catabolismo dei farmaci. L&#039;azione &quot;depurativa&quot; di molti vegetali è reale, talmente reale da aumentare il catabolismo dei farmaci (esistono anche vegetali ad azione inibitoria). Questa azione molecolare è stata accertata inizialmente per Ipericum, poi per Panax ginseng e Allium e successivamente per molte altri vegetali ma è facile prevedere sia una caratteristica di moltissime specie, in particolare per le piante che hanno dimostrato attività farmacologiche significative, per le tutte le &quot;depurative&quot; e per tutte le piante (e gli alimenti vegetali) ad rilevante azione antiossidante. Basta rilevare quanti farmaci riportano l’avvertenza di evitare l’associazione con genti che interagiscono con i citocromi P450; non è necessario attendere evidenze.

Quando mi vengono chieste erbe mi informo sempre se il destinatario assume farmaci (e con l’aumento dell’età media della popolazione i farmaci sono sempre più presenti) e sconsiglio sempre l’associazione in presenza di farmaci salvavita o psicofarmaci (per essere preciso indico di chiedere al medico prima di assumere erbe perché in quanto erborista non mi compete dare indicazioni sull’uso di farmaci). E’ un eccesso di prudenza ma lo ritengo opportuno.

Cito due esempi di potenziali interazioni sottovalutate:

dissuado sempre l’associazione di erbe con farmaci anticoagulanti e molti mi rispondo che il prescrittore (in genere il cardiologo) ha riferito loro di avere prescritto anticoagulanti moderni che permettono di consumare qualunque vegetale (con riferimento alla nota interazione dei “vecchi” dicumarinici con la vitamina K, i folati e i vegetali con cumarine), ma gli anticoagulanti di nuova generazione, inibitori diretti della trombina  (rivaroxaban, apixaban, edoxaban, ecc.), riportano tutti l’avvertenza di evitare l’associazione con modificatori dell’attività dei citocromi P450 e ci sono evidenze di problemi addirittura con alcuni cibi; la raccomandazione di non associare erbe con gli anticoagulanti dovrebbe sussistere;

è noto quanti farmaci non debbano essere associati al pompelmo e in questo caso l’interazione è data dalla inibizione del citocromo CYP3A4 da parte del pompelmo; il flavonoide che più ha dimostrato questa azione è la bergamottina che, come si evince dal nome, è presente in alte quantità nel bergamotto, frutto salutistico che è ora di moda anche in forma di integratore: tutti i farmaci che non si devono associare al pompelmo non devono essere associati anche al bergamotto ma mentre il primo è consumato in tutto il mondo e sono emerse evidenze, il secondo è meno usato e nessuno avverte.

Ci sono poi molte altre potenziali interazioni con meccanismi di azione diversi (per esempio la qui citata interazione tra farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina e vegetali che contengono precursori dello stesso neurotrasmettitore, interazioni dei vegetali con farmaci per disfunzioni tiroidee, e molte altre.)

Come prassi abituale mi astengo dal consigliare molte delle piante medicinali di mia competenza a chi assume diversi tipi di farmaci ma non per un vago timore derivante da non conoscenza, al contrario per l’oggettiva possibilità di interazioni.  Roberto Vergani.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono Roberto Vergani (Erborista con negozio di erboristeria <a href="mailto:r.vergani@e-bios.it">r.vergani@e-bios.it</a>).</p>
<p>Per mia esperienza l&#8217;interazione erbe farmaci non è un accessorio culturale ma una realtà sottostimata che richiede attenzione. Oltre alle incompatibilità generali molte piante medicinali presentano la caratteristica di interagire con il catabolismo dei farmaci. Sono molte le piante medicinali a cui si attribuisce un&#8217;azione &#8220;depurativa&#8221; azione a cui fino a pochi decenni fa non veniva attribuito un preciso significato farmacologico (salvo un eventuale stimolo degli emuntori). Oggi sappiamo che questa &#8220;depurazione&#8221; è un effetto reale che si attua a livello molecolare, prevalentemente per modificazione dell’attività degli enzimi che determinano il catabolismo dei farmaci. L&#8217;azione &#8220;depurativa&#8221; di molti vegetali è reale, talmente reale da aumentare il catabolismo dei farmaci (esistono anche vegetali ad azione inibitoria). Questa azione molecolare è stata accertata inizialmente per Ipericum, poi per Panax ginseng e Allium e successivamente per molte altri vegetali ma è facile prevedere sia una caratteristica di moltissime specie, in particolare per le piante che hanno dimostrato attività farmacologiche significative, per le tutte le &#8220;depurative&#8221; e per tutte le piante (e gli alimenti vegetali) ad rilevante azione antiossidante. Basta rilevare quanti farmaci riportano l’avvertenza di evitare l’associazione con genti che interagiscono con i citocromi P450; non è necessario attendere evidenze.</p>
<p>Quando mi vengono chieste erbe mi informo sempre se il destinatario assume farmaci (e con l’aumento dell’età media della popolazione i farmaci sono sempre più presenti) e sconsiglio sempre l’associazione in presenza di farmaci salvavita o psicofarmaci (per essere preciso indico di chiedere al medico prima di assumere erbe perché in quanto erborista non mi compete dare indicazioni sull’uso di farmaci). E’ un eccesso di prudenza ma lo ritengo opportuno.</p>
<p>Cito due esempi di potenziali interazioni sottovalutate:</p>
<p>dissuado sempre l’associazione di erbe con farmaci anticoagulanti e molti mi rispondo che il prescrittore (in genere il cardiologo) ha riferito loro di avere prescritto anticoagulanti moderni che permettono di consumare qualunque vegetale (con riferimento alla nota interazione dei “vecchi” dicumarinici con la vitamina K, i folati e i vegetali con cumarine), ma gli anticoagulanti di nuova generazione, inibitori diretti della trombina  (rivaroxaban, apixaban, edoxaban, ecc.), riportano tutti l’avvertenza di evitare l’associazione con modificatori dell’attività dei citocromi P450 e ci sono evidenze di problemi addirittura con alcuni cibi; la raccomandazione di non associare erbe con gli anticoagulanti dovrebbe sussistere;</p>
<p>è noto quanti farmaci non debbano essere associati al pompelmo e in questo caso l’interazione è data dalla inibizione del citocromo CYP3A4 da parte del pompelmo; il flavonoide che più ha dimostrato questa azione è la bergamottina che, come si evince dal nome, è presente in alte quantità nel bergamotto, frutto salutistico che è ora di moda anche in forma di integratore: tutti i farmaci che non si devono associare al pompelmo non devono essere associati anche al bergamotto ma mentre il primo è consumato in tutto il mondo e sono emerse evidenze, il secondo è meno usato e nessuno avverte.</p>
<p>Ci sono poi molte altre potenziali interazioni con meccanismi di azione diversi (per esempio la qui citata interazione tra farmaci inibitori della ricaptazione della serotonina e vegetali che contengono precursori dello stesso neurotrasmettitore, interazioni dei vegetali con farmaci per disfunzioni tiroidee, e molte altre.)</p>
<p>Come prassi abituale mi astengo dal consigliare molte delle piante medicinali di mia competenza a chi assume diversi tipi di farmaci ma non per un vago timore derivante da non conoscenza, al contrario per l’oggettiva possibilità di interazioni.  Roberto Vergani.</p>
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		<title>Di: Fabio Firenzuoli</title>
		<link>https://naturamedica.farmacista33.it/rodiola-non-sempre-si-salva/#comment-335</link>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 15:31:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie collega.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie collega.</p>
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		<title>Di: Fabio Firenzuoli</title>
		<link>https://naturamedica.farmacista33.it/rodiola-non-sempre-si-salva/#comment-334</link>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 15:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gino Boriosi forse saranno per lei scoperte pseudo scientifiche..., del resto delle affermazioni che ha fatto non ne ha azzeccate una... forse merita che studi di più argomento. La fitoterapia non è il suo forte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gino Boriosi forse saranno per lei scoperte pseudo scientifiche&#8230;, del resto delle affermazioni che ha fatto non ne ha azzeccate una&#8230; forse merita che studi di più argomento. La fitoterapia non è il suo forte.</p>
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		<title>Di: Leonardo Cuccia</title>
		<link>https://naturamedica.farmacista33.it/rodiola-non-sempre-si-salva/#comment-333</link>
		<dc:creator>Leonardo Cuccia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 10:27:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie Firenzuoli, come con l&#039;Iperico, non costa nulla essere attenti a quello che prescriviamo, in fondo, il fine ultimo è quello di essere utili agli altri, che non stanno bene,
Buona domenica,
dottor Leonardo Cuccia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Firenzuoli, come con l&#8217;Iperico, non costa nulla essere attenti a quello che prescriviamo, in fondo, il fine ultimo è quello di essere utili agli altri, che non stanno bene,<br />
Buona domenica,<br />
dottor Leonardo Cuccia</p>
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