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	<title>NaturaMedica un blog di Farmacista33 &#187; Interazioni ed eventi avversi</title>
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		<title>Impotenza: quando il medico ignora.</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2017 09:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fitoterapia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni ed eventi avversi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Yohimbina; ginseng; impotenza; prescrizione; medico; farmacista; fitoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un collega farmacista mi chiama, preferendo sbagliare per eccesso di prudenza piuttosto che per leggerezza, anche se in verità piuttosto sconcertato nel riferirmi di una prescrizione medica a base di piante medicinali. Quel farmacista infatti avrebbe dovuto preparare per un paziente affetto da impotenza un medicinale a base di Yohimbina, una sostanza di origine vegetale [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/impotenza-quando-il-medico-ignora/">Impotenza: quando il medico ignora.</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/11/Yohimbe.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2658" alt="Yohimbe" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/11/Yohimbe-300x296.jpg" width="300" height="296" /></a>Un collega farmacista mi chiama, preferendo sbagliare per eccesso di prudenza piuttosto che per leggerezza, anche se in verità piuttosto sconcertato nel riferirmi di una prescrizione medica a base di piante medicinali. Quel farmacista infatti avrebbe dovuto preparare per un paziente affetto da impotenza un medicinale a base di Yohimbina, una sostanza di origine vegetale prescrivibile solo come galenico magistrale (cioè preparato in farmacia su ricetta medica) in associazione ad altre piante…</p>
<p>Pr. Yohimbina 5 mg</p>
<p>+ ginseng</p>
<p>+ damiana</p>
<p>S: una capsula tre volte al giorno, per 3-4 mesi.</p>
<p>così, tale e quale</p>
<p>senza alcuna altra specifica, né di nome botanico, né di tipologia di estratto, né concentrazione in principi attivi, tantomeno posologia. Infatti avrebbe dovuto scegliere il farmacista stesso cosa, quanto e come inserire, a suo gusto e piacere, ad esempio quale ginseng, quanto ginseng, a quale concentrazione, ecc…  E al di là del problema formale della ricetta, e oltre il problema sostanziale del tipo e quantità di Ginseng,  ci sono anche le possibili interazioni tra Yohimbina e Ginseng!  Possibili infatti episodi maniacali, tachiaritmie e crisi ipertensive.</p>
<p>Non in questo caso …</p>
<p>Perché alla fine quel paziente, forse impotente, è stato molto fortunato nel trovare un farmacista che, con competenza, ha semplicemente fatto il suo dovere. Aveva già intuito il tutto, ha parlato con il medico, ha cercato di capire prima e di spiegargli poi, pur senza ottenerne niente di niente&#8230; E quindi, ovviamente,  non ha preparato le assurde capsuline di quel medico, l’unico forse bisognoso di cure particolari&#8230;</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>Incredibili Papaveri rossi&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 May 2017 10:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe e Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni ed eventi avversi]]></category>
		<category><![CDATA[fitoalimurgia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Papavero rosso]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosolaccio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E chi l’avrebbe mai detto? Cose intriganti anche dall&#8217;umile Papavero dei campi, o Rosolaccio, usato un tempo insieme ai fiori di ginestra per le decorazioni di strada lungo il percorso di processioni religiose, ma anche per artigianali e domestici rossetti o colorante per la guance pallide delle ragazze di paese. In realtà la medicina popolare di [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/incredibili-papaveri-rossi/">Incredibili Papaveri rossi&#8230;</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2465" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/FST-Rosolaccio.jpg"><img class="size-medium wp-image-2465" alt="FST Rosolaccio" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/FST-Rosolaccio-300x183.jpg" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">Osanloo, 2016</p></div>
<p>E chi l’avrebbe mai detto? Cose intriganti anche dall&#8217;umile <strong>Papavero dei campi</strong>, o <strong>Rosolaccio</strong>, usato un tempo insieme ai fiori di ginestra per le decorazioni di strada lungo il percorso di processioni religiose, ma anche per artigianali e domestici rossetti o colorante per la guance pallide delle ragazze di paese. In realtà la medicina popolare di un tempo lo utilizzava molto anche in forma di infuso per tisane e sciroppi calmanti la tosse e favorenti il sonno dei bambini. Non solo, ma anche per farne insalate di campo, in particolare con le foglie basali ancora tenere, raccolte prima della fioritura. Raccolte ancore tènere sono ottime, meglio se mischiate ad altre erbette. Lo confermo.</p>
<p>Invece una curiosità molto interessante  è rappresentata da recenti ricerche di farmacologia pre-clinica, che stanno dimostrando, al <em>Forced Swimming Test</em>, come estratti di Rosolaccio abbiano  effetti simili alla <strong>fluoxetina</strong>, uno psicofarmaco utilizzato come antidepressivo. E sembra pure che funzioni di più nelle femmine che non nei maschi! Che possa diventare nel tempo anche una buona pianta utile nelle sindromi ansioso depressive, con possibile impiego selettivo nella medicina di genere ? Presto per dirlo.</p>
<p><b>Come si usa</b></p>
<p>La pianta produce anche un latice biancastro, e schiacciata produce pure un odore abbastanza forte, quasi pungente, dovuto alla presenza oltre che degli alcaloidi, in particolare di polifenoli, terpenoidi, e antociani (i pigmenti rossi dei petali).  Quindi non se ne fanno succhi! Mentre l’uso tradizionale prevede abitualmente il ricorso all&#8217; infuso, come blando sedativo per disturbi del sonno dei bambini oppure al decotto delle capsule, per gli adulti. Pure uno sciroppo può essere preparato a livello domestico (100 gr di petali tenuti a macerare in 1 litro di acqua per una giornata, per poi farlo bollire con almeno 500 gr di zucchero. Alcuni aggiungono miele per dolcificare e aromatizzare. Conservare in vetro dopo pastorizzazione.</p>
<p>Della pianta in medicina<b> </b>si utilizzano fiori e capsule, ognuna delle quali può arrivare a contenere anche oltre 10.000 semi. E quindi con i semi anche di un solo fiore potremmo essere in grado di  ottenere un intero campo fiorito utile alla mente anche solo a guardarlo!</p>
<p><b>Non abusarne!</b></p>
<p>Non abusarne mai, perchè il Rosolaccio contiene una piccolissima quantità di <strong>alcaloidi</strong>, simili alla morfina. E quindi esagerare mai, neppure quando usato in sciroppi, neppure qualora venisse usato per insalate con altre erbe di campo.</p>
<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/Rosolaccio-Firenzuoli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2472" alt="Rosolaccio Firenzuoli" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/Rosolaccio-Firenzuoli-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>In letteratura infatti sono riportati alcuni casi di <strong>intossicazione, </strong> sempre manifestatasi dopo un paio d’ore da una bella <strong>scorpacciata di rosolaccio</strong>: tutti i pazienti descritti sono infatti finiti all’ Ospedale con segni tipici di una intossicazione simile alla morfina, con nausea, vomito, miosi delle pupille e depressione del SNC, in più contrazioni tonico-cliniche epilettiche ed alterazioni del ritmo cardiaco. Ma erano arrivati a mangiarne anche 250 gr tutti insieme!</p>
<p><b>Grappa di Rosolaccio ? No grazie.</b></p>
<p>Questa proprio no. Il distillato della pianta infatti contiene numerose sostanze, prevalentemente terpeni,  metà delle quali  tuttavia sono costituite da <strong>phytol</strong>, una sostanza molto presente nell’olio essenziale di Gelsomino, del Coriandolo, del Pepe e di altre piante ancora, ma che potrebbe essere neurotossico (può provocare neuropatie). Il phytol viene invece utilizzato industrialmente per la produzione di aromi di sintesi, per cosmetici, disinfettanti, shampoo, saponi, detersivi e addirittura come precursore per la sintesi industriale di vitamina E e vitamina K1. Anche in questi casi: dai campi all’industria sì, ma senza passare per la farmacia.</p>
<p>Meglio fermarsi ai nostri  mille Papaveri rossi&#8230;</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erba tossica, a prova di web.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 07:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni ed eventi avversi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Piante e derivati]]></category>
		<category><![CDATA[aristolochia; infuso; tossico; cancro; insufficienza renale; web;]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Eh già… purtroppo è successo, succede e succederà, sempre meno speriamo, ma potrà  di nuovo succedere ancora se non si sta attenti, se non ci si aggiorna, o se si va oltre il confine delle proprie competenze. Erbe tossiche esistono, basta conoscerle ed evitarle. Erbe inquinate o adulterate esistono, basta però acquistarle controllate e solo presso [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/erba-tossica-prova-di-web/">Erba tossica, a prova di web.</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2416" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/aristolochico.png"><img class="size-full wp-image-2416" alt="aristolochico" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/aristolochico.png" width="225" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Acido aristolochico</p></div>
<p>Eh già… purtroppo è successo, succede e succederà, sempre meno speriamo, ma potrà  di nuovo succedere ancora se non si sta attenti, se non ci si aggiorna, o se si va oltre il confine delle proprie competenze.</p>
<p>Erbe tossiche esistono, basta conoscerle ed evitarle. Erbe inquinate o adulterate esistono, basta però acquistarle controllate e solo presso chi è autorizzato alla vendita.</p>
<p>Erbe tossiche invece consigliate su internet come sicure ed efficaci ? Purtroppo esistono anche quelle, e sono le più insidiose.  Basta però fidarsi solo delle informazioni presenti in siti web con le dovute garanzie, gestiti da esperti veri, riconoscibili e documentati. Magari accreditati. Con la salute non si scherza.</p>
<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/Aristolochia-clematitis.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2418" alt="Aristolochia clematitis" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/05/Aristolochia-clematitis-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Sono almeno 50 anni che si conoscono le caratteristiche tossicologiche degli acidi aristolochici, presenti in molte specie di piante del genere <b>Aristolochia</b>, un tempo utilizzate nella medicina tradizionale cinese, ma anche consigliate dalla medicina popolare &#8220;nostrana&#8221;, come la <i>Aristolochia clematitis,</i> ovviamente non tra le piante ammesse e ovviamente non venduta, ma reperibile nelle campagne anche di tutto il nostro bel Paese.</p>
<p>Sicuri che siano piante tossiche ?</p>
<p>Sì, eccome, perché provocano danni renali gravissimi evolutivi verso l’ <b>insufficienza renale</b>, con un’alta incidenza di <b>cancro</b> delle vie urinarie. Letteratura ? Anche troppa, purtroppo. Quanto basta e avanza per escluderle dall’uso. Sì, avete capito bene…</p>
<p>Gli acidi aristolochici sono classificati addirittura nella Categoria  1 dei &#8220;Cancerogeni per l&#8217;uomo&#8221; (Monografia 2012, IARC, International Agency for Research on Cancer, WHO), e cioè tra le sostanze ad attività certa.</p>
<p>E tuttavia neppure gli sforzi delle Autorità sanitarie bastano. E’ sufficiente infatti fare un giretto sul web, come ho appena fatto io, breve, dieci minuti, per verificare e trovare, incredibilmente consigliate, ancora oggi, <b>tisane a base di Aristolochia</b>, per curare l’ <b>artrite</b>, <b>sindrome premestruale</b>, ecc. Una pianta che non ha alcuna dimostrata utilità, non solo, e che notoriamente contiene sostanze cancerogene e nefrotossiche, ebbene è ancora oggi consigliata in forma di infuso per curare qualcosa…</p>
<p>Non credete ai vostri occhi ? Credeteci.</p>
<p>E in particolare verificate voi stessi dove viene consigliata questa pianta…</p>
<p>Un sito di Cucina …</p>
<p><a href="http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-infuso_di_aristolochia.html">http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-infuso_di_aristolochia.html</a></p>
<p>Un Vivaio…</p>
<p><a href="http://www.bortonevivai.it/ricettario/bevande/ricetta.php?id=infuso%20di%20aristolochia">http://www.bortonevivai.it/ricettario/bevande/ricetta.php?id=infuso%20di%20aristolochia</a></p>
<p>Un sito turistico…</p>
<p><a href="http://www.aviglianonline.eu/mobile/ricette_dettaglio_m.asp?idto=5214&amp;idcat=2">http://www.aviglianonline.eu/mobile/ricette_dettaglio_m.asp?idto=5214&amp;idcat=2</a></p>
<p>Un sito di Dietetica…</p>
<p><a href="http://www.caloriecibi.it/calorie-ricetta/11336-Infuso-Di-Aristolochia">http://www.caloriecibi.it/calorie-ricetta/11336-Infuso-Di-Aristolochia</a></p>
<p>Uno di Gastronomia…</p>
<p><a href="http://www.webrecipes.altervista.org/bevande/10974-infuso-di-aristolochia">http://www.webrecipes.altervista.org/bevande/10974-infuso-di-aristolochia</a></p>
<p>Un Forum per mamme …</p>
<p><a href="http://www.mammole.it/forum-gravidanza/cerco-un-figlio/45422-nuovo-ovaio-policistico-9.html">http://www.mammole.it/forum-gravidanza/cerco-un-figlio/45422-nuovo-ovaio-policistico-9.html</a></p>
<p>Un sito sulle Erbe curative…</p>
<p><a href="http://erbecurative.info/curare-artrite-artritismo-con-piante-officinali/">http://erbecurative.info/curare-artrite-artritismo-con-piante-officinali/</a></p>
<p>Un laboratorio erboristico che la rende disponibile su ordinazione</p>
<p><a href="http://www.ilgelso.eu/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=343:erbe-singole-su-richiesta&amp;Itemid=128#.WRQn-iXtmko">collegati al loro sito web</a>&#8230;</p>
<p>E, <i>dulcis in fundo</i>, Madre natura …</p>
<p><a href="http://www.gaiavita.it/rimedi-per-le-mestruazioni.html">http://www.gaiavita.it/rimedi-per-le-mestruazioni.html</a></p>
<p>Personalmente ho cominciato a scriverlo decine di anni fa che questa pianta va abbandonata, l’ho pure ricordato per l’ennesima volta in <a href="http://www.edizionilswr.it/libri/le-insidie-del-naturale/"><b>Le insidie del naturale</b></a>, fresco di stampa… Ma che ora la si trovi addirittura consigliata da cuochi e guide turistiche, è inverosimile &#8230;</p>
<p>E questi poi chi la radia ???  Questi siti web infatti non hanno un responsabile scientifico iscritto a un ordine professionale, benché si permettano di dare consigli curativi (e con erbe pericolose&#8230;).</p>
<p>Tisana ? No, t’ intossica!</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
<p><strong>PS</strong></p>
<p><em>Ovviamente, abbiamo segnalato questi siti alle Autorità sanitarie, perché intervengano con le verifiche e gli eventuali provvedimenti che riterranno più idonei, a tutela della corretta informazione sanitaria e della salute pubblica.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I riferimenti più utili</strong></p>
<p>Luciano RL, et al. Aristolochic acid nephropathy: epidemiology, clinical presentation.Drug Saf. 2015 Jan;38(1):55-64.</p>
<p><i>Michl J</i><i>, et al Naturally occurring aristolochic acid analogues and their toxicities. Nat Prod Rep. 2014 May;31(5):676-93.</i></p>
<p><i> Gold LS, Slone TH. Aristolochic acid, an herbal carcinogen, sold on the Web after FDA alert. N Engl J Med. 2003 Oct 16;349(16):1576-7. </i></p>
<p><a href="https://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100A/mono100A-23.pdf">https://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100A/mono100A-23.pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cortisone: rischi dietro l&#8217;angolo.</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Apr 2017 07:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[effetti collaterali]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il terrore del cortisone. Esagerato abbiamo sempre detto, comunque ormai da molti anni motivo frequente che spinge sempre più pazienti a rivolgersi alla ricerca di “rimedi” naturali alternativi, per tanti disturbi e sempre più per malattie vere e proprie, dall’asma all’artrite reumatoide, dalla polimialgia reumatica a manifestazioni cutanee di vario tipo. A volte anche abbandonando [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/cortisone-rischi-dietro-langolo/">Cortisone: rischi dietro l&#8217;angolo.</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/04/Schermata-2017-04-25-alle-09.28.43.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2390" alt="Schermata 2017-04-25 alle 09.28.43" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/04/Schermata-2017-04-25-alle-09.28.43-300x177.png" width="300" height="177" /></a>Il terrore del <b>cortisone</b>. Esagerato abbiamo sempre detto, comunque ormai da molti anni motivo frequente che spinge sempre più pazienti a rivolgersi alla ricerca di “rimedi” naturali alternativi, per tanti disturbi e sempre più per malattie vere e proprie, dall’asma all’artrite reumatoide, dalla polimialgia reumatica a manifestazioni cutanee di vario tipo. A volte anche abbandonando improvvisamente la terapia con disastri irrecuperabili e possibili complicanze anche mortali!</p>
<p>Terrore del cortisone, sì perché provoca osteoporosi, diabete, atrofia della pelle, fragilità capillare e tante altre complicanze, in particolare quando assunto per periodi molto lunghi. Lo sappiamo da tempo ormai. Comprensibile quindi la ricerca e lo studio di alternative farmacologiche, anche se non giustificato certo il ricorso a modalità irrazionali.</p>
<p>Comprensibili invece le richieste dei pazienti, che sempre più spesso oggi non sono di medicina alternativa ma di alternativa ragionevole al farmaco, o meglio di integrazione allo scopo di ridurne se possibile progressivamente l’uso. E in questi ultimi anni, confortati non solo dall’esperienza clinica ma anche dalla letteratura scientifica, piante medicinali come la<strong> Vitis</strong>, il <b><i>Ribes nigrum, </i></b><i>la </i><b><i>Boswellia serrata, </i></b><i>lo</i><i></i><b><i> Zingiber officinale,</i></b><i> la</i><b><i> Curcuma longa, </i></b><i>la</i><b><i> Viola tricolor, </i></b><i>la</i><b><i> Matricaria, </i></b><i>la</i><b><i> Cannabis</i></b> e altre ancora, ci consentono spesso una progressiva riduzione dei cortisonici in pazienti che ne facciano uso cronico in malattie reumatiche, lombosciatalgie da ernie discali, ma anche malattie immuno-allergiche con manifestazioni respiratorie di varia tipologia (dalla poliposi rino-sinusale, all’asma bronchiale ecc.). Quindi per noi ormai nessuna meraviglia se possiamo integrare alcune piante medicinali nella pratica clinica, ovviamente secondo le modalità previste.</p>
<p>La meraviglia invece ci viene, purtroppo, dai recenti dati di letteratura<em> (Waljee A, 2017) </em>che dimostrano come in realtà i <b>danni da cortisonici</b> siano evidenti e significativi<strong> anche nel breve periodo d’uso&#8230;!</strong>  E questo proprio non ci voleva. E ovviamente non solo è bene saperlo, ma bisogna pur dirlo e ribadirlo! Cioè che una terapia con cortisonici protratta anche solo per poche settimane aumenta di un terzo il rischio di fratture e di quasi il doppio il rischio di complicanze infettive e di trombosi venosa. Questo ovviamente non ci impedisca di usarlo quando ci vuole. Certo. Ma la notizia è nuova, seria e ci stimola a migliorare a maggior ragione le nostre ricerche sulle erbe medicinali, anche cinesi come ad esempio il Tripterigio.</p>
<p>Lo studio appena pubblicato sul <b>British Medical Journal</b>, prestigiosa rivista di medicina, è stato condotto da ricercatori della Università del Michigan, che hanno osservato per tre anni i dati relativi a 1,5 milioni di pazienti di età inferiore a 65 anni, il 20% dei quali aveva ricevuto cortisonici per meno di 30 giorni. <strong><a href="http://www.bmj.com/content/bmj/357/bmj.j1415.full.pdf">Se vuoi leggi l&#8217;articolo per esteso</a></strong>. Studio di coorte, metodo importante, dati significativi. La scienza non fa sconti a nessuno, farmaci compresi.  Siamo soddisfatti, perché comunque la scienza cresce.</p>
<p>E lo siamo nonostante i nostri scienziati trattino spesso le erbe medicinali come la cenerentola della medicina. Oppure facciano finta di ignorarle.</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>Semi di Pompelmo, quale novità ?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 10:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Interazioni ed eventi avversi]]></category>
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		<category><![CDATA[semi di pompelmo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pompelmo semi: li avevamo messi da un parte, benchè disponibili, ormai da molti anni, in attesa di conferme positive sulla assenza di sostanze estranee.  In realtà purtroppo dalla letteratura emergono conferme sì, ma non proprio esaltanti… Anzi, per nulla esaltanti… Facile dire a posteriori “noi l’avevamo detto”. Il fatto è però che noi l’avevamo detto [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/semi-di-pompelmo-quale-novita/">Semi di Pompelmo, quale novità ?</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-03-27-alle-11.21.31.png"><img class="alignright size-medium wp-image-2327" alt="Schermata 2017-03-27 alle 11.21.31" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-03-27-alle-11.21.31-300x212.png" width="300" height="212" /></a>Pompelmo semi: li avevamo messi da un parte, benchè disponibili, ormai da molti anni, in attesa di conferme positive sulla assenza di sostanze estranee.  In realtà purtroppo dalla letteratura emergono conferme sì, ma non proprio esaltanti… Anzi, per nulla esaltanti… Facile dire a posteriori “noi l’avevamo detto”.</p>
<p>Il fatto è però che noi l’avevamo detto davvero: 24 ottobre 2001, <strong>ADN Kronos</strong>, son passati più di quindici anni, vedi un po&#8217;…</p>
<p>E invece che le sostanze estranee trovate, fummo definiti noi gli aggressivi …</p>
<p>La cosa si commenta da sola.</p>
<p>Ora, marzo 2017, giunge da oltre oceano (AUSTIN, Texas) un documento pubblicato dalla Farmacopea Americana-Programma adulteranti botanici dell’<b><i>American Botanical Council</i></b>, che in realtà avremmo preferito non leggere. Si tratta di una indagine estesa: molti preparati estratti dai semi di pompelmo sono stati trovati contenere sostanze disinfettanti come benzetonio, benzalconio, parabeni, triclosano, ecc. ed a queste verrebbe attribuita l’azione disinfettante dei semi di pompelmo, altrimenti inefficaci.</p>
<p><b><a href="http://cms.herbalgram.org/press/2017/BotanicalAdulterantsBulletinHighlightsthePresenceofSyntheticAntimicrobialCompoundsinGrapefruitSeedExtract.html?t=1490285568&amp;ts=1490608678&amp;signature=78f2cc1aa890c2edf756b581f526a051">Qui il documento per esteso</a>.</b></p>
<p>Il documento si commenta da solo.</p>
<p>Ma noi l’avevamo detto…</p>
<p>Importerebbe invece, secondo logica e buonsenso, che tutti coloro che vantano sicurezza ed efficacia antimicrobica dei loro preparati a base di di semi di pompelmo, tranquillizzassero tutti coloro che li usano: a) sulla assenza di sostanze estranee; b) sul metodo di estrazione utilizzato; c) sulla relativa attività antimicrobica in vivo.</p>
<p>Con documentazione chiara dal punto di vista scientifico.</p>
<p>Il documento dell&#8217; American Botanican Council allora potrebbe essere quasi una grazia divina per costoro, un modo utile appunto per dimostrare a tutti che gli americani invece sbagliano a creare allarmismi, e quindi, come una benedizione, dovrebbe essere considerata un’occasione ghiotta per dimostrare esattamente il contrario &#8230;</p>
<p>Questo semmai ci aspettiamo, e ne saremmo molto felici tutti.</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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