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	<title>NaturaMedica un blog di Farmacista33 &#187; Attualità</title>
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		<title>Emicrania, erbe SI, erbe NO.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 11:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe e Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Fitoterapia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe; Emicrania; Petasites; Partenio; TRPA1; Fitoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutto ebbe inizio alcuni anni fa, quando un giardiniere italiano di 69 anni, che in gioventù aveva sofferto di cefalea a grappolo, dopo una decina di anni dall’ultimo attacco, sviluppò nuove e intense crisi di cefalea ogni volta che si trovava a tagliare i fiori di una pianta, respirandone inevitabilmente il profumo (Benemei S, Appendino [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/emicrania-erbe-si-erbe/">Emicrania, erbe SI, erbe NO.</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2817" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Umbellularia.jpg"><img class=" wp-image-2817 " alt="Umbellularia" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Umbellularia-300x228.jpg" width="192" height="146" /></a><p class="wp-caption-text">Umbellularia</p></div>
<p>Tutto ebbe inizio alcuni anni fa, quando un giardiniere italiano di 69 anni, che in gioventù aveva sofferto di cefalea a grappolo, dopo una decina di anni dall’ultimo attacco, sviluppò nuove e intense crisi di cefalea ogni volta che si trovava a tagliare i fiori di una pianta, respirandone inevitabilmente il profumo <i>(</i><i>Benemei S, Appendino G, Geppetti P. Cephalalgia. 2010 Jun;30(6):744-6). </i>Ebbene si trattava della <i>Umbellularia californica</i>, arbusto tipico dell&#8217;Oregon sudoccidentale e della California settentrionale, nota appunto come “albero della cefalea”.</p>
<div id="attachment_2815" class="wp-caption alignleft" style="width: 149px"><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Umbellulone.jpg"><img class=" wp-image-2815  " alt="Umbellulone" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Umbellulone-300x300.jpg" width="139" height="139" /></a><p class="wp-caption-text">Umbellulone</p></div>
<p>Contiene infatti <b>Umbellulone, </b>la cui struttura somiglia ad un vero e proprio &#8220;scarafaggio&#8221;, ma che, inalato, è in grado di provocare un attacco, da rompicapo… Poi si è scoperto che agisce attivando un recettore particolare, il TRPA1, capace di stimolare il nervo trigemino. Ma questa segnalazione e la ricerca che ne è conseguita hanno consentito notevoli progressi. Studiando questo recettore, si sono trovate altre sostanze, anche naturali, che invece agiscono al contrario dell’ Umbellulone, come agonisti parziali, che alla fine densensibilizzano fino ridurre il dolore. E tra questi in particolare due: il Partenio  e il Petasites (o Farfaraccio), due piante per le quali esistono prove di efficacia clinica nella prevenzione dell’emicrania.</p>
<div id="attachment_2826" class="wp-caption alignright" style="width: 234px"><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/TRPA1.png"><img class=" wp-image-2826" alt="TRPA1" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/TRPA1-280x300.png" width="224" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">TRPA1</p></div>
<p>Ma se la ricerca continua continuano pure le novità… belle e meno belle. Il <b>Petasites</b> tanto decantato funziona, vero. Contiene infatti petasina e isopetasina, sesquiterpeni attivi sul nostro ormai famoso recettore TRPA1, che si comporta come un canale a livello di membrana, con conseguente rilascio di CGRP e sostanza P, mediatori dell’infiammazione neurogena <i>(</i><i>Benemei et al. Br J Pharmacol. 2017 Sep;174(17):2897-2911)</i></p>
<p>Ma… la pianta purtroppo, oltre alle petasine, contiene tante altre sostanze, tra le quali alcaloidi pirrolizidinici, tossici.</p>
<p>E qui casca l’asino…</p>
<p>Anche gli estratti di Petasites inizialmente dichiarati esenti da alcaloidi tossici, in realtà si sono dimostrati non depurati, e ritirati dal commercio.  La pianta del resto non è neppure ammessa per l’uso erboristico né salutistico all’interno di integratori.</p>
<p>Pertanto oggi il Petasites è semplicemente inutilizzabile.</p>
<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Firenzuoli-tra-i-Petasites.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2830" alt="Firenzuoli tra i Petasites" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/07/Firenzuoli-tra-i-Petasites-181x300.jpg" width="127" height="210" /></a>Non solo: ne sconsigliamo l’uso in qualunque forma e modo, compreso quello di andare a raccoglierselo direttamente nel greto di un ruscello (nella foto a fianco mi trovavo immerso nei Petasistes dell&#8217;Appennino tosoco-emiliano), così come ovviamente di acquistarlo in forma di prodotti fuori legge&#8230;</p>
<p>Incosciente anche chi solo lo consigliasse.</p>
<p>Ed il nostro recettore TRPA1, grazie a quel paziente iniziale, grazie all’umbellulone, e grazie alla ricerca dei nostri farmacologi fiorentini, rimane così bersaglio utile del <b>Partenio</b>, efficace per l’appunto  quando si volesse trovare pace ad un’emicrania incalzante, privo di tossicità.</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>L’ Echinacea funziona ? Ma anche sì…</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2018 11:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fitoterapia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Echinacea]]></category>
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		<category><![CDATA[Fitoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dare un parere definitivo non è così semplice come potrebbe sembrare. Dipende prima di tutto dal tipo di pianta, di estratto di concentrazione di sostanze, e di indicazione terapeutica, ovviamente. Ma dipende anche non tanto dal “come” si legge la letteratura disponibile, quanto piuttosto dal “se” si legge la letteratura disponibile. E, stando alla complessità [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/l-echinacea-funziona-ma-anche-si/">L’ Echinacea funziona ? Ma anche sì…</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/05/Echinacea-varie.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2802" alt="Echinacea varie" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/05/Echinacea-varie-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Dare un parere definitivo non è così semplice come potrebbe sembrare. Dipende prima di tutto dal tipo di pianta, di estratto di concentrazione di sostanze, e di indicazione terapeutica, ovviamente.</p>
<p>Ma dipende anche non tanto dal “<b>come” si legge</b> la letteratura disponibile, quanto piuttosto dal “<b>se” si legge</b> la letteratura disponibile. E, stando alla complessità della pianta e delle possibili forme estrattive utilizzate per condurre gli studi, occorre metodologia idonea a studiare dati omogenei, altrimenti si rischia di costruire castelli sulla sabbia. Ecco perché i dati più accreditati sono quelli frutto di revisioni sistematiche della letteratura piuttosto che i singoli clinical trials, molto disomogeni tra loro, come confermato dalla stessa revisione della Cochrane (2014), spesso l’unica fonte di letterature considerata.</p>
<p>Fa intanto e certamente testo la <a href="http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Herbal_-_Community_herbal_monograph/2015/04/WC500185437.pdf">Monografia dell’ EMA</a>, <b>Agenzia Europea per la valutazione dei medicinali, </b>del <strong>2015</strong>, nella quale si afferma che l’Echinacea ha un riconoscimento come medicinale vegetale di uso consolidato per la prevenzione e trattamento del raffreddore. Direte voi, tutta questo sperpero di soldi per dimostrare che serve nel raffreddore ? Anche sì, visto che si tratta del documento dell’ EMA che ne autorizza la registrazione. Altra cosa poi è sapere che il raffreddore si può anche non curare ed aspettare che passi da solo… Ma questo sarebbe un altro argomento.</p>
<p>Se poi vogliamo entrare nel merito dei commenti della letteratura allora diciamo subito che la famosa <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24554461"><b>Cochrane</b> sull’Echinacea </a>(<strong>2014</strong>) non porta a nessuna complessiva conclusione perché i risultati non sono assemblabili: i 24 studi selezionati sono molto disomogenei tra loro. In realtà sono dati non utilizzabili per la enorme differenza fra le differenti  specie di Echinacea, parti della pianta utilizzate e tipologia di estratto. In alcuni gruppi ci sono risultati negativi, in altri c’è la tendenza a risultati positivi. E gli Autori concludono affermando che non ci sono dimostrazioni di efficacia. Come prevedibile.</p>
<p>Ma dal 2014 in poi vi sono altre revisioni più aggiornate che forse merita considerare… oltre ovviamente alla documento dell’EMA. E non possono essere trascurati&#8230;</p>
<p>In una revisione sistematica del <strong>2015</strong>, condotta da <b><a href="https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs12325-015-0194-4">Sharpowal e coll</a> </b>. revisori indipendenti hanno selezionato studi randomizzati, controllati con placebo di elevata qualità metodologica (Jadad di ≥4). Sei studi clinici con un totale di 2458 partecipanti sono stati inclusi nella meta-analisi. L&#8217;uso di estratti di Echinacea era associato a un ridotto rischio di infezioni respiratorie ricorrenti (RR 0,649, IC 95% 0,545-0,774, P &lt;0,0001). Gli estratti etanolici di Echinacea sembravano fornire effetti superiori sui succhi pressati e un aumento del dosaggio durante gli episodi acuti ha ulteriormente migliorato questi effetti. Tre studi indipendenti hanno rilevato che negli individui con maggiore suscettibilità, stress o stato di debolezza immunologica, l&#8217; Echinacea dimezzava il rischio di infezioni respiratorie ricorrenti (RR 0,501, IC 95% 0,380-0,661; P &lt;0,0001). Effetti preventivi simili sono stati osservati con infezioni recidivanti confermate dal punto di vista di laboratorio (RR 0,420, IC 95% 0,222-0,796, P = 0,005). Complicazioni comprendenti polmonite, otite media / esterna e tonsillite / faringite erano anche meno frequenti con il trattamento con Echinacea (RR 0,503, 95% CI 0,384-0,658, P &lt;0,0001).  Gli Autori concludono che l’ Echinacea riduce in modo significativo il rischio di infezioni respiratorie ricorrenti e di complicazioni dello stesso. Gli effetti immunomodulatori, antivirali e antinfiammatori possono contribuire ai benefici clinici osservati, che appaiono più forti negli individui suscettibili.</p>
<p><a href="https://www.karger.com/Article/FullText/442111"><b>Wagner e coll</b></a>. sempre <strong>2015</strong> hanno condotto un’altra revisione sistematica della letteratura con metanalisi che ha esaminato studi di elevata qualità metodologica, e  che consente loro di affermare che, sebbene l&#8217;Echinacea non sia stata in grado di influenzare i sintomi della tosse dei pazienti, ha comunque diminuito gli altri comuni sintomi del raffreddore, riducendone la durata. Lievi gli effetti avversi, auto limitanti, senza necessità di trattamento alcuno.</p>
<p>E quindi, anche se lo dicesse un medico che l&#8217;Echinacea &#8220;non funziona&#8221;, come talvolta succede, stendendo giudizi definitivi su una materia complessa e articolata come quella delle piante medicinali, ebbene, a questo medico dovremmo consigliare di  considerare prima tutta la letteratura disponibile, non solo una parte, quanto meno di leggerla, poi, semmai, di studiarla anche. Letteratura peraltro reperibile da chiunque nelle banche dati “normali”, a disposizione di tutta la comunità scientifica.  Anche se i medici sono molto impegnati in realtà non ci vuole molto a studiare un po&#8217; di più&#8230;</p>
<p>Un po&#8217; di equilibrio non guasta mai&#8230; Non abbiamo il paraocchi noi quando dobbiamo riconoscere l&#8217;inefficacia di certi prodotti naturali, i loro limiti ed i loro rischi, ma non devono averli neppure gli altri per le piante riconosciute sicure ed efficaci.</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>1° Maggio, importante anche per la Fito&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2018 17:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fitoterapia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[master; fitoterapia; firenze; festa del lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>1° Maggio: giornata dei diritti dei lavoratori, ma soprattutto dei diritti di coloro che il lavoro non ce l’hanno. Giornata, carica di significato, a memoria delle storiche repressioni contro i lavoratori, ma anche stimolo per i politici, perché diventino attori, veri e capaci, per il nostro Paese. Chissà se i nostri politici, oggi, sono stati [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/1-maggio-importante-anche-per-la-fito/">1° Maggio, importante anche per la Fito&#8230;</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/05/1°-maggio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2791" alt="1° maggio" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/05/1°-maggio-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>1° Maggio: giornata dei <b>diritti dei lavoratori</b>, ma soprattutto dei diritti di coloro che il <b>lavoro non ce l’hanno</b>. Giornata, carica di significato, a memoria delle storiche repressioni contro i lavoratori, ma anche stimolo per i politici, perché diventino attori, veri e capaci, per il nostro Paese.</p>
<p>Chissà se i nostri politici, oggi, sono stati a lavorare per noi&#8230;?</p>
<p>Io invece ho avuto il piacere di lavorare un po’ anche oggi, complice anche il tempo non favorevole, per iniziare la progettazione del prossimo <b>Master in Fitoterapia, Generale e Clinica, dell’ Università di Firenze</b>.  Siamo in Maggio, mese di passaggio, sta terminando il Master iniziato due anni fa, di cui sono coordinatore scientifico, e proprio ieri abbiamo avuto la conferma formale che l’ Università anche quest’anno, attiva la nuova edizione del Master.</p>
<p>Quindi entro l’estate, come previsto, uscirà il Bando, nel sito dell’ Università, e come sempre ne daremo notizia anche attraverso le nostre consuete vie, Fitoterapia33, Facebook, ecc.</p>
<p>Moduli nuovi e interessanti ho previsto. Ma la peculiarità del nostro Master è e rimane la <b>fitoterapia clinica,</b> insegnata non tanto sui libri, quanto proprio nell’ ambiente clinico e universitario dove è nata dove viene esercitata, da sempre, e da chi l’ha introdotta nel Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Il Master sarà  accessibile a medici, farmacisti, professioni sanitarie, nutrizionisti, erboristi laureati. Obiettivi: migliorare conoscenze e competenze dei professionisti, che potranno iscriversi anche agli specifici registri degli esperti, se previsti dai rispettivi ordini professionali, con ricadute positive nel <strong>mondo del lavoro</strong>.</p>
<p>Buona festa del lavoro, per tutti.</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>Cerotto al peperoncino: un caso di fitopolitica.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 11:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Piante e derivati]]></category>
		<category><![CDATA[Cerotto; peperoncino; politica; fitocomplesso;]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono i casi della vita: conosci un medicinale, efficace, e lo apprezzi per quello che è, per quello che vale, per quello e per come è registrato al Ministero. Poi invece ti accorgi che: il 97% della sua composizione è costituito da eccipienti! In verità gli eccipienti sono abitualmente trascurati da molti, e nel caso [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/cerotto-al-peperoncino-un-caso-di-fitopolitica/">Cerotto al peperoncino: un caso di fitopolitica.</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/04/peperoncino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2771" alt="peperoncino" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/04/peperoncino-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Sono i casi della vita: conosci un medicinale, efficace, e lo apprezzi per quello che è, per quello che vale, per quello e per come è registrato al Ministero.</p>
<p>Poi invece ti accorgi che:</p>
<p>il 97% della sua composizione è costituito da eccipienti!</p>
<p>In verità gli eccipienti sono abitualmente trascurati da molti, e nel caso specifico il 75% della loro composizione è costituito da ben 3 fitocomplessi, forse non proprio inerti, bensì attivi dal punto di vista farmacologico, in quanto contenenti sostanze ad attività antiinfiammatoria.</p>
<p>Interessante vero?</p>
<p>Vien da chiedersi allora cosa conti di più: gli eccipienti attivi (75%) o la sostanza per la quale è registrato (3%). Mi ricorda tanto le coalizioni di più partiti politici, che si presentano prima con il nome di un leader, poi, quando si arriva a decidere, si presentano come l&#8217;insieme sì, ma dei singoli partiti, e ognuno vuol dir la sua, e ognuno vuole la sua parte. In campagna elettorale merita compaia l’uno, ma dopo compaiono tutti. Ogni allusione a fatti veramente accaduti e puramente&#8230; vera <img src='https://naturamedica.farmacista33.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nello specifico queste considerazioni bonarie di “fitopolitica”, prendono spunto in realtà da un medicinale a base di <b>peperoncino</b>, <i>oleoresina di Capsicum</i>, storicamente noto, in cerotti, registrati e utilizzati per curare lombalgie, stiramenti muscolari, nevralgie intercostali e stati dolorosi di natura reumatica.</p>
<p>In particolare questo interessante e utile medicinale contiene il 3% della oleoresina di Capsicum, la quale contiene a sua volta il 3,3 % di capsaicina (che nel medicinale risulta quindi concentrata allo 0,099 %), contro invece il 75% del medicinale (inquadrato come &#8220;eccipienti&#8221;) che è costituito da <b></b></p>
<ul>
<li><b>Resina di Boswellia </b>   4,20 g</li>
<li><b>Iride rizoma</b>               24,60 g</li>
<li><b>Colofonia</b>                   35,70 g</li>
</ul>
<p>Molto “curiosa” la cosa, potremmo dire, anche perché i triterpeni della Boswellia, i diterpeni della Colofonia (oltre 90% acido abietico) ed i terpenoidi del Rizoma di Iris, possono essere responsabili di molteplici attività farmacologiche, oltre quelle aromatiche, oltre ovviamente alla mera funzione di “eccipiente”, ben diverse certo da quelle della capsaicina per la quale il medicinale è registrato.</p>
<p>Potremmo allora chiederci “<i>fu vera gloria</i>” quella della capsaicina ?</p>
<p>Chi è veramente l’attivo, o chi sono gli attivi ? Quali i meccanismi d’azione ? Quale l’assorbimento transcutaneo? Quali le reali indicazioni, controindicazioni, ecc. Quale il più adeguato gruppo terapeutico ? Rivedere o non rivedere il bugiardino ?</p>
<p>Conoscete casi simili ?</p>
<p>E quindi, cerotto al peperoncino o colazione di tante erbe guidata da un leader? Leader di facciata o di sostanza?</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
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		<title>Preparazioni galeniche monche</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 13:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Firenzuoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fitoterapia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[galenica; fitoterapia; professione; pazienti; firenzuoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per quale motivo un paziente può vedersi consegnare dal farmacista una preparazione galenica magistrale diversa dalla prescrizione medica senza che ne sia prima quantomeno informato? E&#8217; chiedere troppo che il farmacista semmai avverta il medico prescrittore se non riesce a trovare uno dei componenti prima di non mettercelo e far finta di niente? Magari potrebbe [&#8230;]</p><p>The post <a href="https://naturamedica.farmacista33.it/preparazioni-galeniche-monche/">Preparazioni galeniche monche</a> appeared first on <a href="https://naturamedica.farmacista33.it">NaturaMedica un blog di Farmacista33</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/02/galenica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2751" alt="galenica" src="http://naturamedica.farmacista33.it/wp-content/uploads/2018/02/galenica.jpg" width="295" height="171" /></a>Per quale motivo un paziente può vedersi consegnare dal farmacista una preparazione galenica magistrale diversa dalla prescrizione medica senza che ne sia prima quantomeno informato? E&#8217; chiedere troppo che il farmacista semmai avverta il medico prescrittore se non riesce a trovare uno dei componenti prima di non mettercelo e far finta di niente? Magari potrebbe essere sostituito, oppure no, perchè fondamentale&#8230; Allo stesso modo è chiedere troppo che il farmacista avverta il medico prescrittore se ha disponibile della medesima pianta un tipo di estratto diverso da quello richiesto?  Ovviamente prima di allestire la preparazione, e prima di consegnarla al paziente, come se fosse la stessa cosa&#8230;</p>
<p>Se questo può succedere nell&#8217;era della tecnologia più spinta, chiedere una telefonata o una mail per questi motivi evidentemente è chiedere troppo. Perché è successo. Certo un caso, un errore, che può succedere. Importante è rifletterci.</p>
<p>Perché allestire una preparazione galenica monca, significa allestire un medicinale diverso da quello prescritto. E questo va a discapito del paziente, del farmacista, della galenica come disciplina, della fitoterapia come disciplina e in ultimo anche del medico.</p>
<p>E voi che ne pensate ?</p>
<p>Fabio Firenzuoli</p>
<p>&nbsp;</p>
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